Saranno consegnati ufficialmente domenica all’impresa "Gangemi Carmelo" di Tusa in provincia di Messina, i lavori di ripristino della viabilità lungo il ponte Verdura, crollato lo scorso 2 febbraio. La decisione arriva dall’Anas, al termine degli incontri tra i consulenti della Procura di Sciacca e i tecnici della Sovrintendenza dei Beni Culturali di Agrigento, per definire le procedure da adottare per rimuovere e accantonare le parti del viadotto crollato che sono nella disponibilità della Procura, che come è noto ha aperto un’indagine sull’accaduto fin da subito.
Lavori che saranno espletati in questi giorni e completati entro sabato, condizioni atmosferiche favorevoli ovviamente che ne consentiranno il regolare svolgimento, altrimenti c’è da pensare che vista la pioggia prevista fino al fine settimana, la consegna dei lavori alla ditta affidataria, potrebbe anche slittare di giorni.
Intanto sono passati 33 giorni dal crollo del ponte e 21 giorni da quando sono stati eseguiti i primi interventi. In queste ore c’è preoccupazione per un eventuale esondazione. Gli argini del fiume Verdura, realizzati qualche giorno fa sotto le arcate non interessate dal crollo, per deviare l'alveo, fino adesso stanno reggendo per puro miracolo considerata la quantità di acqua piovuta tra la fine di febbraio e i primi giorni di questo mese di marzo. Il fiume però in questi giorni si sta ingrossando e considerate le avverse condizioni del tempo previste fino a sabato, si spera solamente che il Verdura non vada in piena e che le paratie della diga Castello restino chiuse.
E si continua ancora a discutere sulla scelta dell’Anas, riguardo ai lavori decisi. Una soluzione quella adottata che costerà quasi 719 mila euro, di cui parte sono stati già spesi per la manutenzione della strada alternativa e per la segnaletica verticale per un importo di 319 mila euro, senza considerare in aggiunta i lavori di sistemazione dell’alveo del fiume già eseguiti. Un ponte in ferro sarebbe costato meno e avrebbe impiegato tempi più brevi per il ripristino della viabilità. Ma questa soluzione ormai è stata scartata e la realtà è ben altra.
In queste ore si registrano intanto ancora disagi e situazioni di pericolo lungo la strada alternativa che allunga come ricordiamo di quasi 45 km. il tragitto interessato dall’interruzione del ponte. Il maltempo e il forte vento già da ieri hanno peggiorato una già precaria viabilità in questo tratto di strada dove la carreggiata è stretta, gli avvallamenti sono frequenti e in più adesso si aggiungono anche alberi spezzati, fango, detriti e pozzanghere in questa che può essere definita una strazzera di campagna. La situazione ad ogni modo è sotto controllo da parte delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri e già da ieri operai dell’Anas stanno intervenendo per rimuovere tutto ciò che impedisce il regolare e sicuro attraversamento veicolare. Insomma niente è cambiato fino adesso, anzi qualcosa per la verità è peggiorata. La sicurezza di chi percorre giornalmente questo tratto di strada reso ancora più pericoloso dal maltempo.(foto luca borsellino)