Salemi, migranti prendono in ostaggio due persone per protesta

Salemi, migranti prendono in ostaggio due persone per protesta

Nessuna possibilità d’uscita ne d’entrata all’Hotel Villa Mokarta. Ieri mattina, i migranti ospiti del centro di accoglienza gestito dall’associazione Arca hanno barricato l’accesso alla struttura, impedendo anche l’uscita del custode e di una signora anziana residente poco vicino.

I 150 migranti, provenienti da diversi paesi, stazionati nei balconi dell’edificio hanno evitato ogni forma di comunicazione con le forze dell’ordine intervenute. Cassonetti della spazzatura, tavoli, calciobalilla, vasi di fiori, estintori, divani e altri suppellettili sono stati ammucchiati dietro il cancello d’entrata.
 

Irrequietezza, alcuni di loro hanno lanciato dei cestini dei rifiuti e frutta dal secondo piano, mentre altri hanno distrutto i vetri delle porte d’entrata.

Solo dopo qualche ora, hanno consentito l’uscita del custode e dell’anziana donna e invitato il capitano dei carabinieri Fabio Manzo e del commissario di polizia Cinzia Castiglione ad entrare per spiegare le motivazioni della protesta. Alla base del malcontento ancora una volta il ritardato arrivo dei documenti per regolarizzare la loro posizione, che gli permetterebbe di spostarsi in altri paesi e di vivere una vita normale. Dopo un breve dialogo nella hall dell’albergo, e dopo aver ristabilito l’ordine, i funzionari sono andati via mentre gli stessi ospiti hanno tolto le zavorre al cancello.

I migranti, hanno lamentato anche dei problemi di salute, quali soprattutto dermatiti che sembra siano dovuti alla sensibilità della pelle di alcune popolazione. Nessun atto di violenza ne fisica ne verbale contro gli organi di polizia ne contro i privati. Nessuna novità per la nascita di un’ulteriore commissione che acceleri l’iter di cui ormai si parla da troppo tempo senza alcun risultato.

Una solidarietà quella che nasce dall’accoglienza che si sta scontrando con una realtà, che vede dei centri d’accoglienza vandalizzati, un malcontento generale e una prefettura non così presente e decisiva come la si vorrebbe.

 

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