Sambuca è il borgo più bello d'Italia, ma la vicenda si tinge di giallo

Sambuca è il borgo più bello d'Italia, ma la vicenda si tinge di giallo

Dopo Gangi e Montalbano Elicona, per il terzo anno consecutivo, domenica sera il programma di Rai Tre "Alle falde del Kilimangiaro"  ha incoronato Sambuca di Sicilia "Borgo dei borghi". Sambuca ha battuto, anche grazie a un giallo sul "web voting", l'altro finalista, Cervo Ligure, che era dato per favorito ma è stato escluso all'ultimo momento per presunte irregolarità nel voto dei telespettatori che lo sostenevano. Inevitabile lo scorno del sindaco di Cervo, Gian Paolo Giordano, sorpreso dalla comunicazione della Rai quando era già pronta la festa. Immediato l'effetto traino a Sambuca, secondo quanto riportato da Mario Di Caro per Repubblica.it (L'articolo completo su repubblica.it), ieri c'erano un migliaio di persone nei vicoli del quartiere saraceno.

L'annuncio ufficiale della vittoria ha entusiasmato l'intero paese agrigentino, adulti e bambini in piazza per poter seguire, con l'ausilio di un maxi schermo, la trasmissione Rai di viaggi e turismo che ha assegnato per la terza volta consecutiva la bandiera alla Sicilia.

E' un riconoscimento assai ambito per ogni amministratore e per tutti i cittadini, – spiega il sindaco Leo Ciaccio – ad essere premiate non sono solo le bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche di Sambuca ma il lavoro di un'intera comunità. Il vero impegno inizia adesso. Abbiamo la responsabilità e il dovere – prosegue - di tenere alto il vessillo, di accogliere i turisti nel miglior modo possibile, di incrementare le attività economiche e artigianali e di far veicolare nel miglior modo possibile l'immagine di Sambuca al di fuori dei confini regionali. Un ringraziamento particolare anche ai sindaci dei paesi vicini che ci hanno dato una mano per arrivare alla vittoria finale. Sono convinto che i riflettori su Sambuca potranno fare da traino anche per il resto dei Comuni delle Terre Sicane, portando ad uno sviluppo dell'intero territorio”.

Sambuca, che si trova a pochi chilometri dal mare di Menfi, da Sciacca e dal parco archeologico di Selinunte, vanta una storia antica, che affonda le radici negli anni della dominazione araba, secondo le fonti storiche a fondarla fu l'emiro saraceno Zabut, che proprio su quella collina decise di costruire il suo castello. Della fortezza ormai non c'è più traccia, su quelle pietre è nato un terrazzo, il Belvedere, che domina la campagna circostante, di intatto è rimasto il quartiere saraceno, con le sue vie strette, cieche, tortuose, arricchite da piccoli cortili e da purrere (cave sotterranee) riportate recentemente alla luce, un gioiello di pianta urbana che ricalca perfettamente la visione dei centri storici delle città arabe.

Il nuovo Borgo d'Italia è famoso anche per le sue chiese, se ne contano una ventina, alcune delle quali sono state adibite a museo, dove si possono ammirare le opere del pittore Gianbecchina o le originali sculture tessili di Sylvie Clavel, e poi ancora palazzi storici, il prezioso museo archeologico di palazzo Panitteri, il teatro ottocentesco e i resti di un antico acquedotto romano. Da visitare assolutamente l'area archeologica di Monte Adranone, e per chi ama la natura vale la pena fare un salto alla riserva naturale di Monte Genuardo o una passeggiata lungo le sponde del lago Arancio intorno al quale sorgono rigogliosi vigneti e uliveti.

Da assaggiare le Minni di virgini, dolce tipico di Sambuca, composto da pasta frolla, crema di latte, zuccata, gocce di cioccolato, cannella e impreziosito all'esterno dalla diavulina (palline di zucchero colorato), la ricetta risale al 1725 e fu ideata da suor Virginia Casale di Rocca Menna, in occasione del matrimonio del marchese don Pietro Beccadelli con donna Marianna Gravina.

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