S. Margherita. Ricostruzione. Altre 2 revoche per contributi non spesi per 1 milione di euro

S. Margherita. Ricostruzione. Altre 2 revoche per contributi non spesi per 1 milione di euro

Firmate altre due determinazioni sindacali volte a revocare contributi post terremoto concessi e non spesi. Continua, a Santa Margherita, l’azione di monitoraggio da parte dell’ufficio tecnico comunale e dell’Amministrazione guidata da Franco Valenti, e di sollecito di quei cittadini che hanno nel tempo riscosso dei contributi per ricostruire la loro abitazione a spenderli per le finalità erogate in tempi contenuti.

Cosi, dopo decine di anni, e numerose diffide si è passato ai fatti. In meno di un mese, ora, sono 4 le revoche di contributi statali per chi non ha iniziato i lavori di ricostruzione senza giustificato motivo. In ballo, circa, un milione di euro. La settimana scorsa sono stati firmati dal Sindaco Valenti 2 provvedimenti, per complessive 870 mila euro, che si vanno a sommare alle 2 determinazioni precedenti di circa 130 mila euro.  Nella cittadina del Gattopardo, a 46 anni dal sisma, c’è chi deve ricostruire la propria prima casa.

Molti sono gli aventi diritto in lista di attesa, per mancanza di finanziamenti statali. Ma c’è anche chi, dopo aver avuto assegnato un lotto, presentato un regolare progetto ed ottenuta una concessione ed un decreto di finanziamento, non ha iniziato i lavori. Secondo l’ufficio tecnico casi isolati. Ufficio che ha provveduto  a reiterare numerose diffide nei confronti di cittadini che ora si sono visti arrivare il provvedimento di revoca del contributo erogato. Sulla materia, nell’aprile 2013, anche il consiglio comunale aveva determinato un proprio atto di indirizzo riguardante i ritardi nell’edilizia privata a contributo statale.

La determinazione di revoca del contributo assegnato deriva dalla considerazione “che la fruibilità dei Decreti di finanziamento già emessi è subordinata alla materiale ricostruzione del bene distrutto, a causa del sisma del 1968, e che, quindi, viene meno il principio generale per il quale è stato concesso il contributo stesso” scrive nella propria determinazione di revoca, il sindaco Valenti che ritiene “inaccettabile ogni altro ritardo, sulla ricostruzione, che dipenda unicamente dallo beneficiario del contributo, che comunque non trovi giustificazioni in fattori che siano attribuibili a fatti estranei alla sua stessa volontà”.

Le somme rese disponibili saranno utilizzati per finanziare altri progetti, da anni in attesa per mancanza di finanziamento, che da una stima ammontano a circa 60 milioni di euro.

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