Villa di Santa Margherita: "La selva del Gattopardo". No a stato di calamità. Giornata ecologica per ripulirla

Villa di Santa Margherita: “La selva del Gattopardo“. No a stato di calamità. Giornata ecologica per ripulirla

Santa Margherita Di Belìce. Più che definirla una villa, il termine appropriato da oltre cinque mesi a questa parte, sarebbe quello di “Selva del Gattopardo”. Basta volgere lo sguardo oltre quel cancello, perennemente chiuso,  ubicato nel cuore del centro storico, per rendersi conto dello stato di degrado in cui versa la Villa Gattopardo, uno dei patrimoni culturali più preziosi della cittadina margheritese. Dall’Amministrazione Comunale e dal Parco del Gattopardo è stata lanciata l’idea di organizzare una giornata ecologica, che con il coinvolgimento di alcune aziende agricole della cittadina, possa almeno permetterne la riapertura, in attesa dell’arrivo di operai forestali o di una ditta che possa ripristinare ciò che è andato distrutto.

Il colpo di grazia, al giardino tanto decantato nelle pagine del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è stato inflitto dalla tromba d’aria del 15 ottobre 2012. Da allora, nessun intervento di  manutenzione ha riguardato la salvaguardia e il recupero del patrimonio botanico, che versa in condizioni pietose: gli  alberi ultracentenari,  abbattuti dal forte vento, sono ancora li, piegati lunghi viali, che a loro volta sono sommersi da foglie secche e rifiuti. Il cipresso, la quercia, sono soltanto “cadaveri” senza vita, gli agrumi, le yucche e i grandi roseti hanno perso il loro splendore.

Ad oggi la villa è chiusa  alle scolaresche, e ai gruppi di turisti, ma soprattutto ai cittadini, ai quali non resta altro che arrivare davanti l’ingresso e constatare il grave stato di abbandono di un luogo che di certo non meriterebbe di trovarsi in queste pessime condizioni. Non sono bastate le continue richieste rivolte dall’Amministrazione comunale alla Regione Siciliana, che non ha riconosciuto lo stato di calamità naturale.

Vista la straordinarietà dei lavori da effettuare all’interno della villa, che secondo il parere della giunta Valenti non possono essere svolti dai soli operai comunali, si attende ancora, che dall’assessorato regionale all’Agricoltura, sia inviata  una task - force di lavoratori forestali che possano eseguire le operazioni di recupero dello storico sito culturale.

In attesa che dal Governo Crocetta, considerate le problematiche finanziarie che ruotano  attorno al comparto forestale, arrivino delle risposte, nella cittadina del Gattopardo si pensa già di organizzare una giornata ecologica, in cui volontari, cittadini ma soprattutto le aziende agricole del territorio, con l’ausilio di mezzi e uomini, possano ripulire la villa.

“Pensiamo di coinvolgere le aziende locali per restituire ai cittadini uno dei gioielli botanici più importanti del territorio – hanno sottolineato Tanino Bonifacio e Matteo Raimondi, direttore Scientifico e artistico dell’Istituzione Tomasi di Lampedusa – se dalla Regione non arriverà presto nessuna risposta dovremmo  trovare soluzioni urgenti  per riportare alla luce il giardino della città”. 
Gli spazi della villa sono gestiti dalla cooperativa Terra Nostra che dovrebbe occuparsi dei lavori di manutenzione ordinaria.

Il Comune, invece, dovrebbe far fronte al resto delle mansioni, che in questo caso, vita la gravità delle condizioni in cui versa la villa, non possono essere svolte dai soli impiegati comunali, forse troppo impegnati, nella pulizia del paese. Servizio, quest’ultimo, che da alcune settimane è stato affidato ad una ditta esterna.

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