Banca del Cordone di Sciacca. Dall'Ars proviene una richiesta di indagine sui fondi spesi.

Banca del Cordone di Sciacca. Dall'Ars proviene una richiesta di indagine sui fondi spesi.

Torna nuovamente ad essere sotto i riflettori, la gestione della Banca del Cordone Ombelicale di Sciacca. A pochi giorni dalla chiusura della vicenda giudiziaria scaturita nel 2006 quando a guidare la struttura fu il medico Lillo Ciaccio, coinvolto assieme alla biologa Michela Gesù in un inchiesta della Guardia di Finanza, da dove gli stessi medici ne sono usciti assolti sia dall’accusa di turbativa d’asta e truffa, sia da quella di non aver seguito procedure corrette nella conservazione delle sacche di sangue cordonale, oggi la politica chiede di fare luce sull’attività della “Banca” di Sciacca. La richiesta viene dal presidente della commissione sanità dell’Ars Pippo Digiacomo che ha convocato la commissione per avviare una serie di accertamenti sulla vicenda.
“Ho chiesto di avviare un’approfondita verifica sul progetto della Banca del Cordone Ombelicale di Sciacca, anche in considerazione dei consistenti fondi pubblici che la struttura ha ricevuto in questi anni; si parla di diversi milioni di euro” – scrive Digiacomo il quale aggiunge: “Adesso vorremmo capire a cosa è servito e come è stato usato questo denaro, quali risultati sono stati raggiunti”.
Poche righe dal deputato del pd all’ars in un comunicato stampa,   che arrivano come un fulmine in un cielo che dunque è solo apparentemente sereno. Da quale contesto parte la richiesta non è dato sapere. Di sicuro c’è che evidentemente qualcuno della politica, vuol capire meglio come funzionano le cose. E la risposta dovrebbe arrivare presto; in programma, con molta probabilità la prossima settimana, un’audizione dei vertici Asp di competenza, in commissione alla Regione.
Evidentemente i 12 milioni di euro di finanziamenti arrivati per far ripartire dopo il ciclone giudiziario, la struttura adesso guidata dall’ematologo Filippo Buscemi, sono da attenzionare e verificare l’utilizzo. In questi anni si è assistito ad una  ripartenza della Banca con un nuovo centro di stoccaggio  inaugurato lo scorso anno. Al contempo la riapertura ha necessitato il contestuale  ammodernamento dei laboratori per la manipolazione cellulare e l’adeguamento a tutti gli standard normativi in materia di raccolta, caratterizzazione delle cellule staminali e stoccaggio.
Si apre un nuovo capitolo della Banca del Cordone di Sciacca, ritenuta il fiore all’occhiello della sanità siciliana, tanto discussa sia per i suoi pregi ma anche tanto chiacchierata per le sue vicende giudiziarie e non solo.
 

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