Dopo la missiva di alcuni giorni orsono in cui venivano segnalati i numerosi disservizi subiti dai pendolari, ogni giorno costretti a prendere l'autobus per Palermo per motivi di lavoro/studio, il consigliere comunale del Pd, Simone Di Paola, ha deciso di scrivere ancora una volta all'amministrazione del comune di Sciacca. Questa volta si tratta dell'aumento delle tariffe per prendere l'autobus da e verso Palermo:
"L'ulteriore aumento del prezzo del biglietto, a fronte di un SERVIZIO PUBBLICO che costantemente registra disagi nell’utenza, che non starò qui a ripetere essendo già ben noti, è l’ennesima beffa che – se possibile – aggrava ulteriormente la posizione dei numerosissimi pendolari i quali – è bene ricordarlo – non hanno altri mezzi pubblici per raggiungere il Capoluogo e sono costretti a subire i contraccolpi di un servizio, gestito in regime di ASSOLUTO MONOPOLIO!"
"Sarebbe curioso sapere se tale aumento è stato autorizzato dall’ente concessionario, la Regione Siciliana, e quali ragioni vi stanno a monte.
"Pertanto, ancora una volta, - conclude Di Paola - le chiedo di intervenire e far sentire la sua voce rispetto ad una situazione che sta diventando sempre più intollerabile, chiedendo con urgenza un confronto con la dirigenza regionale e con la Ditta in oggetto".
Neanche a farlo apposta L'Associazione L'Altra Sciacca ha fatto notare che le nuove tariffe nel settore dei trasporti pubblici sono entrate in vigore quando sono apparse nella Gazzetta Ufficiale delle Regione Sicilia, per l’esattezza il 25 ottobre 2013. In tale numero della Gazzetta risulta pubblicato il decreto assessoriale che sancisce la misura dell’aumento del costo dei biglietti nel trasporto pubblico in funzione della distanza coperta dal servizio di collegamento.
"La giustificazione dell’aumento - scrive L'Altra Sciacca - è fornita dall’assessore regionale Antonino Bartolotta nello stesso decreto datato 7 ottobre 2013: fondamentalmente si tratta di un aggiornamento delle tariffe secondo le dinamiche di mercato, i costi di esercizio e le informazioni ISTAT.
Decreto assessoriale del 7 ottobre 2013
Gazzetta Ufficiale del 25 ottobre 2013
Cosa possiamo aggiungere ad un così sacrosanto diritto all’aumento delle tariffe dei trasporti pubblici, forse che i servizi pubblici nella nostra regione funzionano malissimo? Che le ditte concessionarie di trasporti pubblici non vengono adeguatamente controllate e sanzionate quando non offrono un servizio degno di questo nome? Caro Assessore, noi lo vogliamo pagare l’aumento ma vogliamo anche che la Regione ci garantisca servizi di pubblico trasporto adeguati alle esigenze del territorio.
Se tutto ciò non accade, a che titolo dovremmo pagare di più? La legittimità di questo aumento si scontra drammaticamente con la realtà dei fatti: i trasporti pubblici in Sicilia non sono efficienti e questo dipende pure dalla inefficienza di chi dovrebbe controllare e garantire per noi, ossia la Regione Siciliana.
Ci auguriamo che le cose possano migliorare e che l’Assessorato ai Trasporti si attivi finalmente in tutto e per tutto, non solo per chiederci l’aumento del biglietto…"