E’ stata denominata "Argante” l’operazione antiestorsione a Sciacca condotta dai carabinieri. Nove le misure cautelari, disposte dal gip, nei confronti di altrettanti appartenenti ad un gruppo criminale responsabile di estorsioni e altri reati contro il patrimonio ai danni di un commerciante di abbigliamento del centro storico di Sciacca, al quale veniva estorto denaro dai 50 ai 100 euro a settimana, riuscendo a sflilargli dal 2008 ad oggi circa 100 mila euro.
A capo del gruppo una donna, Luisa Puccio 49 anni di Sciacca, che avrebbe avuto un ruolo centrale nella vicenda.
Nove gli arresti: in carcere Luisa Puccio, Giuseppe Beniamini 54 anni e Donato Morrione 53 anni tutti di Sciacca e pregiudicati, ai domiciliari Benedetto Bondì di 24 anni, Giuseppe Solarino di 60 anni ed un tunisino Addes Aidoudi detto Alberto di 41 anni, residente a Sciacca. Sottoposti invece alla misura cautelativa del divieto di dimora in città altri tre soggetti: Silvia Cognata di 27 anni, Giovanna Gambino di 24 anni, entrambe di Sciacca e Maurizio Mistretta di 33 anni pregiudicato di Castelvetrano. I provvedimenti di stamane sono stati firmati dal gip del tribunale di Sciacca, Roberta Nodari, su richiesta del procuratore capo Vincenzo Pantaleo. L'inchiesta era scaturita dall'arresto l'11 aprile scorso di Benedetto Bondì, bloccato mentre intascava dal commerciante 60 euro. Lo stesso era riuscito ad estorcere alla vittima dai 50 ai 100 euro a settimana, minacciandolo in caso di rifiuto. Dalle successive indagini il Bondì in realtà risultò far parte di una vasta organizzazione criminale a capo della quale ci sarebbe stata proprio la Puccio. Gli altri a turno si occupavano di andare a riscuotere ogni settimana la somma sotto le minacce e inganni. Si erano inventati anche che i soldi sarebbero serviti ad un fantomatico professionista che doveva sottoporsi a cure sanitarie. Da qui il nome all'operazione Argante. Se il commerciante si rifiutava, il gruppo minacciava l'intervento di non meglio identificati soggetti del palermitano. La disperazione ha portato la vittima a denunciare il fatto al carabiniere di quartiere in servizio nella zona a cui fece poi seguito una precisa denuncia. L'estorsione andava avanti da qualche anno.