Un episodio di aggressione si è verificato a Sciacca nel fine settimana appena trascorso. Vittima un diciassettenne del luogo che è stato preso a calci e pugni da alcuni coetanei. La rissa o per meglio dire l’aggressione di gruppo, è avvenuta in pieno centro storico, in via Largo Spada, tra la zona di via Licata e il quartiere di San Michele.
Lo hanno preso di mira sferrandogli contro con una tale violenza, pugni e pedate. Il giovane ha dovuto fare ricorso al pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca, dove si è recato forse accompagnato da un amico. Ha riportato diverse contusioni e alcune ferite guaribili in una settimana.
Un intero gruppo di giovani che ha scagliato contro un solo soggetto, tutta la propria rabbia e la propria violenza in un modo quasi animalesco. Un fatto questo che mette ancora una volta, il disagio sociale tra i giovani, alcuni dei quali vittime innocenti di un sistema che poco fa per reprimere fatti come questi. Diversi sono stati i casi di rissa nel centro città, dove maggiormente vi è la concentrazione di locali e pub, e dove la stragrande maggioranza del popolo della movida saccense si riunisce affollando le piazze e le vie. Interi quartiere monopolizzati da ragazzi che tra un cocktail ed una birra, alcuni si lasciano andare ad episodi a volte incontenibili che di recente e in maniera frequente, hanno richiamato l’intervento delle forze dell’ordine.
Non si conoscono ufficialmente i motivi dell’aggressione del diciassettenne, ma alla causa si dovrebbe giungere presto visto che gli investigatori sono già sulle tracce degli autori del pestaggio. Ci sono infatti all’attivo diverse testimonianze.
Si comprende che non bisogna additare quale colpevole di certi fatti, la categoria dei giovani in quanto tali e non mettere nel mucchio chiunque, ma è pur vero che in questa fascia di età, anche un semplice gesto, una parola di troppo, diventano motivo di violenza e come nel caso del giovane pestato a sangue, di aggressione di gruppo. Da sempre si parla di mettere in atto e soprattutto far funzionare un sistema di videosorveglianza che di fatto esiste e in alcuni punti del centro è già stata installata, ma al momento non è attivo. I costi per gestire tale servizio non sono indifferenti e richiede un impegno di personale delle forze dell’ordine per il controllo e la lettura dei video. Si parla e si organizzano spesso convegni e dibattiti sul fenomeno dei giovani e del loro disagio che spinge a fatti violenti, ma alla luce di certi episodi, appaiono come specchio per le allodole. I commenti stamane anche sui social network sono stati del tipo “Cosa succede in questa città, cosa si può fare?”. Forse poco o forse tanto, è difficile capire cosa serve........ ma sicuramente è ben noto cosa manca: il senso civico, il rispetto e una forte autostima tra molti giovani, che sono la cassa di risonanza di un certo malessere generale.