Sono al momento sette gli indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Sciacca sul caso scuola elementare San Francesco, le cui classi furono, lo scorso anno scolastico, trasferite nei locali dell’ex cartoleria Russo in Via Nastasi, che dopo lamentele e diffide di genitori e di insegnanti, risultarono essere inadeguati ad ospitare alunni.
Si tratterebbe di due dirigenti comunali, un ex assessore, un professionista e tre imprenditori. Il caso esplose il 15 settembre del 2011, quando iniziata la scuola, insegnanti ed alunni si ritrovarono nei locali di una ex cartoleria; locali che il Comune aveva individuato attraverso un bando pubblico. Nei mesi addietro infatti era stato emanato un avviso con il quale l’Ente ricercava dei locali che rispettassero tutti gli standards di sicurezza, di abbattimento delle barriere architettoniche e di tutto quanto previsto dalla normativa in materia, per poter sopperire alla mancanza di aula per il plesso San Francesco.
Ma qualcosa da subito risultò non in regola; le aule erano troppo piccole per accogliere dai 20 ai 25 alunni per classe, non esisteva ventilazione, considerato il periodo ancora di caldo, le porte si aprivano verso le strade.
Una serie di inadempienze e di requisiti spinsero genitori ed insegnanti a protestare per giorni, e successivamente a presentare esposto alla Procura. Nel frattempo il Comune aveva rimediato con locali messi a disposizione dai Frati Cappuccini tutt’ora adibiti come plesso scolastico, visto che nel frattempo non ci sono locali per riportare tutto alla normalità.
Il contratto ai proprietari dell’ex cartoleria era stato poi revocato dal Comune nonostante il ricorso al TAR da parte degli stessi titolari poi rigettato.
Una vicenda quella della scuola elementare San Francesco a Sciacca che vide un rimbalzo di responsabilità e un malloppo di documentazioni sotto inchiesta: autorizzazioni, cambio di destinazione d’uso, attestati di idoneità, sospensione di dirigenti dal servizio per alcuni giorni.
Adesso si attende la formalizzazione da parte della Procura, di eventuali rinvio a giudizio delle sette persone indagate.