Niente udienze e un minuto di silenzio per i penalisti italiani che denunciano il sovraffollamento e le difficili condizioni del sistema carcerario italiano.
All’astensione dalla udienze si aggiunge da giorni anche la protesta nelle carceri sostenuta dai radicali. Da alcune sere infatti i detenuti nel carcere di Sciacca hanno aderito alla protesta con battitura delle sbarre, dalle 20 alle 20.15, seguita da 45 minuti di silenzio per chiedere l’amnistia oltre al diritto di voto per chi si trova in prigione.
Una battitura delle sbarre che fa seguito a quella già attuata durante l’estate. Stesse modalità, stesse richieste; qualità di vita migliori all’interno delle strutture sovraffollate, dove la situazione è ritenuta insostenibile. Nei giorni scorsi a denunciare la situazione è stato lo stesso presidente della camera penale di Sciacca avv. Imbornone.
Oggi dunque i penalisti solidarizzano con i detenuti. L’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria degli avvocati penalisti oggi, era stata deliberata il 5 novembre scorso dalla Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
I radicali, così come proposto dal loro leader Marco Pannella, da quattro giorni hanno attuato il digiuno e, insieme alle Camere penali, agli organi di polizia penitenziaria, ai detenuti e ai loro parenti, sostengono l’amnistia per la Repubblica.
A Sciacca la situazione di sovraffollamento è particolarmente sentita. Il penitenziario è ubicato in una struttura che è un ex convento dei carmelitani, su cui dovranno a breve essere effettuati interventi di risanamento della seconda sezione detentiva per l’importo complessivo di 229 mila 720 euro, e per la durata di 150 giorni.
Lavori che sicuramente non risolveranno i tanti problemi strutturali presenti all’interno dell’edificio di via Pietro Gerardi, dopo che è svanita la possibilità di realizzare un nuovo carcere in C.da S.Maria che sarebbe costato, secondo le ultime stime, ormai sono solo numeri, qualcosa come 50 milioni di euro. Possibilità non fattibile secondo il piano carceri del ministro della giustizia.