Interdetto il transito sul ponte Carabollace posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica. Il provvedimento scaturisce a seguito dell’incidente mortale del 29enne di Burgio Alessio Spitaleri, avvenuto lo scorso 30 maggio. La sua auto è volata giù da un’altezza di quasi trenta metri; il guard rail non ha retto all’urto. Dal quel tragico evento la magistratura allora aveva aperto un procedimento penale a carico di dirigenti e funzionari dell’ANAS, indagati a vario titolo per il reato di omicidio colposo ai sensi degli artt. 113, 61 n. 3 e 589 comma 1 c.p..
Oggi dunque arriva il dispositivo di chiusura del lungo viadotto teatro in questi anni di incidente mortali; il sequestro a scopo “preventivo” per evitare il verificarsi di altri incidenti a causa di una barriera protettiva assente; quella esistente è sicuramente non idonea per un ponte di quest’altezza.
Nell’ambito invece della morte, sempre in questo viadotto, di Maria Presti avvenuta circa due anni, lo scorso 4 giugno la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Ugo Dibennardo, ex direttore regionale dell’Anas, e Giuseppe Salvia, capo del centro di manutenzione presso la sezione di Trapani dell’Azienda al termine delle indagini avviate in seguito alla morte della maestra di 47 anni. Per questo fatto, l’accusa ai due dipendenti è di "non aver vigilato sull’efficienza e sull’idoneità delle barriere presenti sul viadotto Carabollace e di aver omesso una tempestiva sostituzione del guardrail".
In merito alla chiusura del ponte Carabollace, considerate le conseguenze negative che questa potrebbe arrecare alla viabilità e sicurezza stradale, il sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola, scrive ai vertici dell’Anas per chiedere un incontro urgente per avere chiarimenti sugli sviluppi e i provvedimenti che i responsabili in materia di sicurezza vorranno adottare. E’ indubbio che in una stagione estiva già in ritardo, una viabilità smistata lungo la vecchia statale 115, (da Sciacca si imbocca lo svincolo per la località Sovareto), che non si presenta sicuramente molto agevole per via di curve, manto stradale in alcuni tratti dissestato e assente, illuminazione mancante così come una manutenzione che negli anni non è stata mai eseguita (è una strada che di norma viene percorsa solamente dai residenti di abitazioni ad uso stagionale e principalmente estivo), non può che essere penalizzante per il territorio come quello di Sciacca e zone limitrofe che vivono di turismo e che già non godono di infrastrutture viarie alternative e sicure.
Sulla questione interviene anche l’associazione IL Ponte. “E’ gravissimo che per ristabilire le condizioni minime di sicurezza per il transito sulle nostre strade, debba intervenire la Procura della Repubblica di Sciacca, mentre l’Anas continua a dimostrarsi assolutamente inadeguata a gestire anche l’ordinaria amministrazione, scrive il rappresentante dell’associazione il quale auspica un immediato intervento e la riapertura del viadotto in sicurezza in tempi brevi.