Inaugurazione "Cemento" di Pietro Motisi e a cura di Giuseppe Maiorana e Giulia Scalia a Gibellina al museo Belìce/EpiCentro della Memoria Viva_CRESM, sabato 17 maggio alle 17.00.
“Cemento”, lavoro realizzato da Motisi nell’arco di diversi anni, fa parte di quattro grandi capitoli di un unico percorso fotografico, diviso secondo un ordine ben preciso. Il desiderio di trovare un senso a ciò che sembra non averne è il cuore della mostra presentata al Belìce/EpiCentro della Memoria Viva nell’ambito della manifestazione nazionale della Notte dei Musei 2014.
Il progetto fotografico mira alla realizzazione di una vera e propria mappa, un percorso personale fatto di sensazioni e percezioni sulla Sicilia. Pietro Motisi, presenta così, a Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, non solo l’immagine devastata del territorio siciliano, ma ne racconta una storia; una storia che attraversa tutta la sua “bellezza” o “bruttezza” senza trascurare la sua vera essenza.
L’intenzione di Motisi è anche quella di instaurare un rapporto tra osservatore e soggetto che permetta di rappresentare l’abuso, talvolta illecito, che si è perpetrato nell’isola insieme all'intenzione di concretizzare con forza visiva la questione della rappresentazione del paesaggio. Il paesaggio è così inteso come unicità e risorsa d’inesauribile energia materiale e immateriale, come identità dell'immobile in cui non c'è spazio per il soggetto umano.
La mostra è composta da 15 scatti a colori. In queste immagini, il corpo del fotografo interviene nel territorio come una sorta di sensore in movimento che perlustra la materia urbana quasi a registrare il rumore di quel paesaggio urbano o rurale.
L'esposizione continuerà sino al 6 giugno