Il genio del maestro Tagliolini in una delle sue opere artistico–paesaggistiche: Il Parco dello Sport di Menfi

Il genio del maestro Tagliolini in una delle sue opere artistico–paesaggistiche: Il Parco dello Sport di Menfi

Alessandro Tagliolini (1931- 2000), ancora giovanissimo, manifesta una spiccata e appassionata vocazione per il disegno e la scultura, a coltivare la quale contribuirono certamente il padre, architetto scenografo. Conclusi gli studi classici, frequenta un corso presso l’Accademia di Francia a Roma tenuto dallo scultore M.Calka, Successivamente dà inizio alla sua attività artistica alternandola  alla collaborazione con il maestro G.Gori.

Storico, artista,  paesaggista, studioso, ricercatore, ma sopratutto uomo intelligente, curioso ed attento osservatore del passato e del contemporaneo, Tagliolini realizza opere a Caracas, Città del Messico e nel Sudan e diverse opere in varie città d’Italia.

L’interesse per il giardino iniziò dopo un suo lungo viaggio intorno al mondo durato tre anni,  scoprendo il fascino dei giardini giapponesi, di pietra e di sabbia.  La loro sintesi magica portò il Tagliolini ad approfondire ricerche in questo campo, scrivendo libri e saggi e, naturalmente, realizzando molti dei suoi progetti. A chi gli attribuiva una attività di architetto egli sosteneva di sentirsi uno scultore paesaggista. L’ultimo giardino ideato dal Maestro fu quello di Menfi, opera monumentale di grande suggestione che Tagliolini non ha potuto vedere realizzata per la sopraggiunta dipartita.

Un’opera, quella di Menfi, che arriva a conclusione di un lungo percorso artistico che ha riaffermato, da parte del Maestro, l’uso del cemento e dell’acciaio come di un materiale plastico atto a costruire forme valide a soddisfare non solamente un’esigenza estetica,  ma a trasformarsi in paesaggio.  

Questo è quello che è successo di un’area depressa del comune di  Menfi quando nel 2002 si è realizzato il parco con fontana e scultura monumentale, il Parco dello sport su progetto del maestro Tagliolini.

L’opera occupa la parte Ovest del comune di Menfi, una ex area dismessa adibita, dopo il sisma del 1968, a baraccopoli. Il Parco è stato progettato e realizzato per dare una ambientazione paesaggistica alla zona cittadina destinata allo sport e, nello stesso tempo, definire la viabilità di collegamento con i già esistenti impianti di tennis, campo di calcio, piscina e palazzetto dello sport con la Via Michelangelo e la Via del Serpente. Si puntava ad un intervento di tipo artistico.   All’Ing. Marcello Misuraca, allora Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Menfi, fu affidata la progettazione tecnica, mentre al maestro A.Tagliolini venne richiesta la realizzazione artistica dell’opera. I risultati si rivelarono subito sorprendenti: con l’idea innovativa di giardino con le sue fontane e le sculture in acciaio e due ampi parcheggi, la realizzazione contribuiva con arte al  superamento della frammentazione urbana e dell’assenza di identità tipica delle periferie.

LE SCULTURE DEL PARCO

Ad animare questo luogo è una fontana concepita come un doppio bacino, attraversata dalla  Via Michelangelo, in cui sono collocate due sculture che danno l’idea di un’onda che s’innalza nel centro dal primo bacino per un’altezza di 6 m. per poi “infrangersi” ai bordi del secondo bacino in forme audaci, con una scultura a sbalzo di 10 m. Le sculture realizzate in acciaio sono rappresentative di tutto l’intervento paesaggistico, la monumentalità da grande formato delle due opere rimarca la dimensione spaziale scenografica, tale da rappresentare gli elementi principali del parco. Le opere sono cariche di energia dinamica, resa possibili dall’utilizzo dell’acciaio, materiale “nuovo”, moderno e rilucente, che il maestro modellava nel suo animo d’artista.

Sculture parco dello sport

Vista d’insieme delle due sculture: “onda che s’innalza” e “onda che s’infrange”

Dirà Portoghesi :[…] Le sue sculture sono sempre ambientali nel senso che reagiscono allo spazio circostante, non lo subiscono ma lo “configurano” nel senso più letterale della parola, si sforzano di creare un campo magnetico che si opponga all’essenza di carica dello spazio indifferenziato o alle cariche negative fin troppo vincolanti dello spazio urbano attuale.[…]
PAOLO PORTOGHESI dalla introduzione in “TAGLIOLINI”, Edizioni Levi, Milano 1973

LA FONTANA
La fontana è formata da due bacini le cui pareti sono rivestiti in travertino, mentre gli scivoli d’acqua, posti sui lati maggiori, sono ricoperti da ciottoli di diversa pezzatura e messi in opera sfalsati  per provocare  nell’urto innumerevoli piccole cascate con rumore tipico delle fiumare. L’acqua in esubero viene convogliata lungo percorsi non visibili, tramite canalette e tubazioni, pervenendo, previa grigliatura, alla vasca di compenso, da dove le pompe la inviano di nuovo agli ugelli. Gli getti verticali d’acqua medi e alti, tipo “Cascade”, rinvigoriscono l’immagine plastica della fontana che, con opportuni effetti di illuminazione subacquea, la rendono ben visibile dall’abitato, invogliando a piacevoli passeggiate.
L’ampia fontana inoltre, offre la possibilità di utilizzare la struttura fondale per allocarvi gli impianti tecnologici: quadro elettrico di comando, controllo e programmazione,  pompe di ricircolo fontana e pompe di irrigazione, nonché la vasca di compensazione della fontana e i serbatoi d’accumulo acqua di irrigazione. La messa in opera della scultura a sbalzo “onda che s’infrange”del secondo bacino, si è resa necessaria per l’eccentricità dei carichi l’utilizzo di una tipologia fondale di tipo su pali, con utilizzo di un plinto a quattro pali di diametro di 500 mm per un profondità di circa 15 m fino ad incassarsi nella argille grigie-azzurre.

Parco dello sport

Getti verticali d’acqua medi e alti

PIAZZA, PERGOLATI E VIALETTI
Il parco è dotato da una ampia piazza posta nel lato Nord, lungo l’asse dei due bacini. Viene utilizzata per manifestazioni estive e ad uopo, nel suo perimetro prospiciente al palazzetto dello sport, è dotata da una tripla di gradoni per posti a sedere, rivestiti di lastre di pietra arenaria; mentre due ampi parcheggi, inseriti nel contesto dell’intervento, contribuiscono a rendere le strutture sportive e il parco facili da fruire.
Sono stati realizzati due pergolati: uno posto nel medi e alti piazzale principale prospiciente l’ingresso del palazzetto lungo l’asse della fontana a due bacini e l’altro a sud, adiacente all’ingresso della piscina. Le strutture verticali sono realizzate con pilastri in c.a. rivestiti con lastre di pietra arenaria locale e una fascia verticale con inserti di ceramica colorata, mentre le strutture orizzontali sovrastanti sono in legno lamellare solidali con i pilastri tramite staffe e bulloni in acciaio inox. Particolare cura è stata rivolta alle panche realizzate in legno sempre su disegno del maestro Tagliolini.

La scelta delle essenze, sia arboree che arbustive, sono state il frutto di anni di esperienze del Maestro che nella scelta si è basato sia su criteri estetici che di pratica manutenzione. Per i lati del Viale Michelangelo sono stati scelti alberi di pini (pinus pinea) che assicurano un ampio ombreggiamento dei  marciapiedi, mentre per il vialetto che conduce al Palazzetto dello Sport sono stati piantati i lecci (quercus ilex). Altri tratti dei vialetti del Complesso sono alberati con sofore (sophora japonica). Altre essenze utilizzate sono il viburno (viburnum lantana), la lavanda e altre piante che assicurano una varietà di fioritura stagionale. 

Ad oggi, questa opera di straordinario effetto paesaggistico non gode della considerazione che il suo valore artistico meriterebbe. Ma ai rari visitatori del parco non sfugge la magia del movimento insito nelle forme rigide che il maestro Tagliolini ha reso vive, dinamiche. Un luogo dove il Maestro ha inteso creare quella specialissima simbiosi tra la indeformabilità  dell’acciaio e la naturale flessibilità dell’acqua e delle piante. Ne  emerge un linguaggio che Francesco Negri Arnoldi definirà […] chiaro e convincente: i suoi mezzi di espressione efficaci. Un parlar franco, quello di Tagliolini, ma dai toni forti e incisivi, come si addice ad uno scultore di talento, che dispone di mirabile capacità fabrile, di maestria tecnica e di inesauribile energia inventiva.

Bibliografia
Regione Siciliana - Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca – X RASSEGNA D’ARTE “UN PUNTO NEL MEDITERRANIO” ALESSANDRO TAGLIOLINI OPERE DAL 1973 al 1993- Sciacca Ex Convento di San Francesco 1/31 agosto 1993- Arti Grafiche S.Pezzino e F. - Palermo, luglio 1993;
Centro per lo studio del paesaggio e del giardino - Fondazione Alessandro Tagliolini – http://www.fondazionetagliolini.it;
A.Tagliolini, M. Misuraca – Lavori di sistemazione dell’area sportiva ex baraccopoli “Ruggia” Il parco dello sport, relazione illustrativa – Comune di Menfi (AG) ;
L. Balistreri – studio geologico e prove geotecniche di laboratorio per la realizzazione del parco dello sport nell’area dell’ex baraccopoli “Ruggia”del comune di Menfi  – Impresud s.r.l. Favara (AG);

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