Il muro di Silenzio, studio per una tragedia siciliana, con la regia di Paolo Mannina, debutta in prima nazionale domani, sabato 24 maggio ore 21, al teatro l'Idea di Sambuca (replica il 25). Lo spettacolo tornerà in scena il 27 e 28 maggio al teatro Garibaldi di Palermo.
Un testo forte e di denuncia rappresentato per al prima volta a Napoli nel 1963. L’autore, Paolo Messina, era un giovane drammaturgo palermitano di belle promesse e il cast era formato da attori formidabili, tra i protagonisti: Paola Borboni, Giammaria Volonté e Carla Gravina. Ma la pièce, che affrontava in quegli anni un tema scottante, analizzando le lacerazioni di una famiglia taglieggiata da un mafioso locale, nonostante i successi raccolti in tutta Europa, fu presto estromessa dal repertorio rappresentato in Italia e dimenticata. La Rai, che avrebbe dovuto mandarla in onda, la censurò giudicandola "non adatta al suo pubblico".
“Non doveva essere facile in quegli anni – spiega Paolo Mannina - portare sul palcoscenico le contraddizioni di una vicenda protomafiosa che si prestava ad un' interpretazione non univoca; soprattutto in anni in cui la Mafia era qualcosa più di un’ombra: un sistema di vita, un modo di pensare, una sottocultura popolare. L'opera – prosegue - fu presto dimenticata e intorno all'autore si venne innalzando quello stesso muro di silenzio che egli avrebbe voluto metaforicamente far cadere, rappresentando una storia di ordinaria omertà .
A quasi 50 di distanza una compagnia di attori si trova alle prese con la riedizione dell’opera prima di Paolo Messina. Sono passati molti anni da allora e di quella prima messinscena nessuna traccia nel repertorio teatrale italiano, nessun modello da seguire o da rielaborare, solo qualche notizia qua e là nei rotocalchi dell'epoca, o nei saggi di critica letteraria.
“Partire da un’interpretazione naturalistica per poi rivoltarla, smontarla destrutturarla – aggiunge Mannina - ci è sembrato un buon inizio, allora: tenere conto della distanza che ci separa da quei modelli forzatamente realistici senza rinunciare alla necessità di raccontare una storia, di costringere il teatro ad un atto di comunicazione con il pubblico, senza temerne l'effetto immediato di realtà sullo spettatore”.
Lo spettacolo è un racconto nel racconto, il teatro che parla del teatro secondo un’antica formula metateatrale rivisitata in chiave contemporanea, nel tentativo di rappresentare questa tragedia siciliana.
Sul palco: Bruno Di Chiara, Antonio Faranna, Alberto Lanzafame, Viviana Lombardo, Paolo Pintabona e Ada Simona Todaro. Scene di Antonio Di Prima.
Biglietto 10 euro, ridotto 7.