Cala il sipario sulla IX edizione del Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Cala il sipario sulla IX edizione del Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Fare un esauriente consuntivo della serata clou del Premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è , stavolta , un impresa davvero ardua, considerato come lo svolgimento della manifestazione sia stato curato attentamente e nei minimi dettagli, snodandosi piacevolmente per circa tre ore, grazie agli ospiti intervenuti, e complice una tregua del caldo torrido che ha “deliziato” questi giorni agostani.

Sinceramente, è questa la classica occasione in cui, il commentatore, che in genere fa “le pulci” agli avvenimenti da narrare, trovandovi pecche e stonature, si trova nella stessa situazione di un bambino che, avendo dinanzi una varietà di buoni dolci, o gelati visto che in agosto siamo, si blocca, confuso e quasi intimidito dall’abbondanza di tante delizie e non sa quale scegliere per prima.

Ma visto che da qualche parte bisogna pur cominciare, diamo inizio alle danze, e che il santo dei commentatori incoscienti (ce ne sarà ben uno da qualche parte !!) ci aiuti a non cadere in un lezioso e stucchevole panegirico elogiativo !

La CONFERENZA DELL’AUTORE : Finalmente, dopo tante edizioni-sauna tenutesi all’interno del Teatro Sant’Alessandro, delizioso di per sè, ma autentico forno-crematorio in agosto, il previsto incontro fra Stampa ed Autore, si è tenuto nell’incantevole cornice della Villa annessa a Palazzo Cutò. Di questa felice scelta, della locatio intendo, lasciatemelo dire, il merito è un po’ anche di chi oggi scrive queste noterelle, visto come, dopo tanti incontri- saune, aveva proposto più volte dal blog locale (il Movimento Belice) e sulla carta stampata, la location della villa in alternativa al teatro-forno, e stavolta, FINALMENTE, “qualcuno” ha avuto la santa intelligenza e buon gusto di ascoltare e mettere in opera un disinteressato “invito”; in fondo non ci voleva poi tanto a capire una cosa così ovvia e semplice. Ma torniamo alla sostanza dell’incontro fra l’Autore e la Stampa. Buona, stavolta, la partecipazione di “addetti ai lavori”, giornalisti, che hanno ascoltato dalla viva voce dell’autore i perché ed i percome sia nata l’opera premiata “Il monte del cattivo consiglio”, imperniata sulla fase immediatamente propedeutica alla guerra arabo- israeliana ed alla proclamazione dello Stato di Israele. Più che di conferenza vera e propria, quella di Oz è stata una piacevole ed a tratti profonda, dissertazione dell’autore circa il suo pensiero, assolutamente filosofico ma non certo astratto od utopistico,sulla Pace e convivenza fra i popoli. Temi che poi ha ripreso, in un consequenziale filo conduttore, durante la cerimonia di consegna del Premio.

LA SERATA : Splendido il colpo d’occhio offerto dal Terzo Cortile di Palazzo Filangeri di Cutò, gremito come raramente è stato dato di vedere, in ogni centimetro quadrato disponibile, da un autentica folla di spettatori, richiamati, indubbiamente dall’appuntamento col Premio in sé, ma, diciamolo pure serenamente, dal richiamo proposto dagli Ospiti intervenuti, da Mariano Deidda alla grande Katia Ricciarelli, sino ad un coinvolgente Luca Zingaretti che ha “offerto” da par suo una lettura – interpretazione di un racconto di Tomasi di Lampedusa, La Sirena, (O Lighea); il tutto condotto con garbo e leggerezza da una conduttrice indubbiamente esperta, quale è Rosanna Cancellieri, che al di là di essere “una semplice presentatrice di moda” come stupidamente ha scritto qualcuno, ha dimostrato che nel presentare e “tenere la scena” non ha niente e nulla da imparare da chicchessia.

Dopo un breve prologo di presentazione della manifestazione, fatto da un evidentemente emozionato, Dott. Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita di Belìce, al suo primo appuntamento con l’organizzazione del Premio, si è entrati immediatamente nel vivo dei giochi

Ad aprire i giochi, il maestro Mariano Deidda, un sardo che ha colto nel segno la strettissima connessione fra poesia, canto e musica, fuse in un unico contesto, proponendoci, accompagnato dalle intriganti note di un pianoforte, alcune poesie del grande Cesare Pavese e dell’altrettanto grande Fernando.Pessoa, portoghese, con i cui rispettivi Parchi Letterari, il Parco Letterario Tomasi di Lampedusa si è quest’anno gemellato, nel segno di una crescita indispensabile alla vita stessa del Premio. Personalmente posso dire che finalmente, grazie a Deidda, ho capito, ad anni di distanza, il perché, ai tempi del liceo, i professori di greco e latino insistessero tanto a che imparassimo, e soprattutto capissimo, a leggere o recitare i versi dei poeti, specie greci, con la giusta scansione metrica, che ridava, come doveva essere ai loro tempi, la giusta musicalità e ritmo alle loro creazioni. E come me, in un attento silenzio che si toccava con mano, gli spettatori presenti hanno gustato, in una chiave inedita, i versi, cantati, di due fra i più illustri poeti e scrittori dei nostri tempi.

Appena il tempo di tirare il fiato, ed ecco la cerimonia clou della serata, ossia la consegna del Premio Tomasi di Lampedusa all’Israeliano Amos Oz, per il suo “IL monte del cattivo consiglio”. Sul palco, assieme al premiato ed alla Cancellieri, la giuria al completo, composta dal Prof. Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo ed erede morale di Tomasi di Lampedusa, ed i professori, e scrittori anch’essi, Mercedes Monmay Molina de la Torre, Giorgio Ficara, e Salvatore Silvano Nigro, autore quest’ultimo di un interessante studio-interpretativo su Tomasi di Lampedusa, o meglio sul Gattopardo, ( “IL Principe Fulvo”- Sellerio editore) la cui lettura è assolutamente da consigliare (mi verrebbe da dire “imporre”) a tutti gli amanti del Gattopardo, dei Racconti, e del loro Autore. A leggere la motivazione del Premio, un Gioacchino Lanza in forma smagliante, a dispetto dello scorrere del tempo, forse anche grazie alla nuova e felice versione con cui è stata proposta questa IX° edizione della kermesse margheritese. Breve ma intensa l’intervista-conferenza dell’Autore, dedicata agli spettatori, sulla quale non mi dilungo più di tanto, visto come se ne sia già parlato in apertura, per quella alla stampa, da rilevare solo come anche in questa occasione si sia evidenziato, per bocca dello stesso OZ, il suo enorme anelito di pace fra i popoli, ed il suo impegno morale e civile in tal senso.

 

A seguire una prestigiosa presenza del bel canto italiano, la grande soprano Katia Ricciarelli, che ha fatto risuonare, da par suo, fra le antiche mura di Palazzo Filangeri, una fra le più belle “arie” del bel canto italico, quell’indimenticabile e struggente “Io te vurria vasà”, del napoletano De Giacomo, scritta tanti e tanti anni fa, ma ancora oggi struggevolmente attuale e dolce. Che dire, di fronte ad una Grand Dame del bel canto, se non restare in silenzio, lasciandosi trasportare dal volteggìo delle note e dei suoni !

A chiudere la serata, quasi un un’autentica e pirotecnica “Masculiata Finale”, l’ospite attesissimo della serata, Luca Zingaretti, che, dopo un prologo simpaticissimo sulle origini di questo suo monologo-racconto-interpretazione , ha proposto da par suo la lettura interpretativa di un Racconto di Tomasi di Lampedusa, La Sirena (o Lighea nella sua prima stesura) ,forse il più bello fra i Racconti, preso riassunto ed elaborato scenicamente, nella sua parte finale, alternando momenti di leggero ma coinvolgente pathos, con attimi di gigionesca ed intrigante interpretazione, coinvolgendo il pubblico e guidandolo, mano nella mano, sino all’epilogo finale della scomparsa in mare, autentica morte-non-morte, dell’anziano Prof. La Ciura, “ caduto in mare dal ponte del Rex in navigazione da Genova”, che ad un “barboso” convegno fra illustri grecisti, preferisce, ad un tratto della sua lunga e prestigiosa esistenza, un ennesimo convegno, amoroso, forse, con la donna-sirena della sua giovinezza, fra le “muschiose” profondità marine. Una morte ? No ! ma un ritorno alla vita, ai sogni, alle illusioni forse, di un eternità sublimata dall’abbraccio del mare, il Mediterraneo, ancestrale fonte primigenia di vita .

Finita qui la serata, mi si consenta alcune brevissime note sul contorno della stessa.

Allestimento scenico del palco, curatissimo ed elegante ad un tempo, senza inutili fronzoli , e con quel tanto di tecnologia ben distribuita che ha contribuito a gustare meglio lo spettacolo sin dalle più lontane file di spettatori. Ottime le luci e soprattutto la cura del sonoro, merito indiscusso ed indiscutibile di un Melchiorre Titone , la cui professionalità in materia di server ed affini è ormai indiscutibilmente collaudata. REGIA, infine, seguita sin nei minimi dettagli da uno staff tecnico-operativo e culturale efficientissimo, capitanato da un “nchiffarratissimo”, ma giustamente soddisfatto, infine, Tanino Bonifacio, deus ex machina della serata, che, ritornato finalmente in possesso di questo prezioso “giocattolo” qual è il Premio, ne ha curato per questa IX° edizione le “ammaccature” accumulatesi da precedenti edizioni, nel tentativo, felicemente riuscito, di far tornare il Premio allo splendore che merita, nel segno di una crescita necessaria sia alla manifestazione in se stessa, ed al suo valore culturale, sia, in termini di auspicabile ricaduta economica sotto forma di sviluppo e turismo, al territorio margheritese e circostante (Sambuca, Montevago, Menfi, Porto Palo etc) autentico scrigno di valori ancora parzialmente nascosti e sconosciuti ma pronti ad essere scoperti ed apprezzati da un sempre maggior, si spera, numero di persone.

Chiudo qui queste lunghe , ma spero esaurienti note, dando appuntamento a tutti all’edizione N° X del Premio, che vedrà ricorrere anche il cinquantenario, ma sembra ieri, dell’uscita del film IL Gattopardo di Luchino Visconti, e speriamo che sino ad allora, il buon Padre Pirrone, da lassù, fra Gattopardi e Santi, ci tenga una mano protettrice nel lungo cammino che ci aspetta per il varo della prossima DECIMA edizione del PREMIO LETTERARIO GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA..

    Farmacie di Turno

    ARGOMENTI RECENTI
    ABOUT

    Il presente sito, pubblicato all'indirizzo www.belicenews.it è soggetto ad aggiornamenti non periodici e non rientra nella categoria del prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare come stabilito dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62 Informazioni legali e condizioni di utilizzo.
    P.IVA: IT02707060840
    Informazioni legali e condizioni di utilizzo - Per le tue segnalazioni, pubblicità e richieste contatta la Redazione scrivendo al numero WhatsApp +39 344 222 1872 / redazione@belicenews.it
    Privacy PolicyCookie Policy