La storia di Anna Sciacchitano partita da Santa Margherita per andare "nella Merica"

La storia di Anna Sciacchitano partita da Santa Margherita per andare “nella Merica“

È ancora in fase di redazione un libro sull'emigrazione siciliana in America, il cui autore è Cono Cinquemani, ma già non mancano le storie cariche di emozioni e ricordi. Ve ne riportiamo una, che interessa particolarmente il territorio belicino, in cui l'autore si è imbattuto nella storia di Anna Sciacchitano:

“Scusate del baccano che fanno tutti e tre i miei figli, ma tenerli tutti e tre da sola non è facile.” Queste sono state le prime parole di Anna Sciacchitano, abbiamo pensato che dietro a quella presentazione c’era un desiderio di volere parlare un poco. Io, Angela e Rosetta ci siamo avvicinati e ci siamo fatti spazio nella branda di sotto, quella allo stesso livello del mio.

Nel letto di mezzo giocavano i due figli più grandi che così li ha presentati sua mamma: “Loro due sono Maria e Paolo, il grande ha undici anni e la sorella il dodici maggio fa tre anni”. Mettendomi in braccio il figlio più piccolo ha continuato: “e lui è Domenico, è nato a febbraio dell’anno scorso. Non ha ancora manco un anno. Non parra bonu e se Dio vuole diventa miricanu”.

Anna ha continuato a raccontare la sua storia iniziando dal paese da dove veniva. Era nata a Santa Margherita di Belice nel 1871 e in questo paese della provincia di Agrigento aveva lasciato tutto per andare nella Merica. Anna era più grande di me di venti anni, era già sposata con Giovanni Gustozzo. Ci teneva a dire che il cognome del marito era Gustozzo perché da quando era andato nelli Iunaristatimerica gli avevano cambiato il cognome in Justave. Giovanni prima di partire per la Merica l’aveva messa incinta per la terza volta.

Partito nell’estate del 1906, Giovanni non aveva ancora preso nelle sue braccia il suo ultimo figlio. Si trovava a Scranton, da quella città della Pensalbania in soli due anni aveva fatto di tutto per la chiamata della famiglia. Anna ci ha raccontato che aveva sposato Giovanni a venticinque anni, avevano deciso di vivere nel loro paese tra Partanna e Menfi.

Per bisogno Giovanni era partito, per fare fortuna era andato nello stato della Pensalbania. Dalla Merica le aveva mandato metà dei soldi per partire con tutta la famiglia, l’altra metà l’ha avuta dalla vendita della casa e degli animali che avevano. Ci ha raccontato che era rimasta solo con cinquanta dollari, i tre figli e il marito che le aveva dato appontamento all’uscita dell’isola. All’arrivo sapeva già che dovevano prendere tutti e quattro il treno per andare a Scranton.

Questa era una delle tante storie che mi sono portata nel ricordo, la Merica aveva diviso molte famiglie e allo stesso tempo le faceva riavvicinare.

Dal 18 al 24 agosto, il romanzo verrà messo in scena durante il sicily coast to coast, che farà tappa il 22 agosto a Sambuca di Sicilia

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