Parlare di galassie e stelle, pianeti e sistemi solari ai non esperti, non è cosa facile. Come non è facile riuscire a parlare di astronomia e fenomeni cosmologici senza cadere i falsi misteri propri della cultura occidentale.
Divulgare bene e in maniera comprensibile la scienza ad ogni tipo di pubblico implica un linguaggio semplice (ma non semplicistico), ma al tempo stesso una completa conoscenza dell’argomento.
Fisica, particelle elementari, cosmologia, l’universo in genere sono stati da sempre oggetto di osservazione, di curiosità, di meraviglia, argomenti sui quali in molti casi si è fatta cultura fine a se stessa, dando a volte anche spazio a credenze popolari più o meno fantasiose.
L’astronomia in parole semplici e comprensibile, è Mille miliardi di Stelle il nuovo libro di Aldo Gagliano, giornalista scientifico, direttore di tvspace.it, presentato sabato sera a Sciacca al Circolo di Cultura. Un testo che non vuole essere un libro da studiare, ma un diario di viaggio tra le tante domande e curiosità diverse, come sono state quelle rivolte all’autore nel corso della serata. Interessanti spunti di conversazione su cosa è l’universo, su cosa siamo e se siamo da soli, con un inevitabile riferimento anche alle ultime notizie catastrofistiche che da mesi ci vedrebbero fra pochi giorni al termine della nostra esistenza.
Proprietario di un planetario digitale, Gagliano gira tra le scuole, tra i ragazzi, ma anche tra gli adulti divulgando in parole semplici, la scienze delle scienze, cioè l’Astronomia come fosse un film, un fumetto o un catalogo di foto, riuscendo a stimolare in molti quella voglia di sapere, di comprendere, di capire cosa ci circonda.
Ed è proprio questa sete di conoscenza, di sapere che viene fuori specie dai ragazzi, che ha spinto da alcuni anni l’osservatorio astronomico di Palermo, a svolgere anche attività di divulgazione didattica grazie al lavoro di tanti esperti collaboratori, come la dottoressa Laura Daricello ricercatrice dell’INAF.
Spiegare con esempi e frasi l’astronomia ai ragazzi significa motivarne la conoscenza cosa che a Palermo, sede dell’osservatorio, da anni si fa. Previsto infatti il prossimo 20 dicembre il Laboratorio Astrokids, domande e risposte osservando il cielo; i bambini scopriranno insieme ai divulgatori scientifici dell’Osservatorio Astronomico, i principi fisici che stanno dietro a quello che osservano, e costruiranno insieme a loro uno strumento per studiare i colori della luce visibile.
Una scienza l’astronomia che ha incuriosito l’uomo da sempre, come testimoniano gli ultimi studi archeologici del geologo Franco Lo Bue, circa il rinvenimento nella zona di San Giorgio di un Osservatorio Astronomico Preistorico a Sciacca. Scoperte due rocce apparentemente insignificanti ma che sono dal punto di vista archeologico molto interessanti e testimoniano come nell’era della preistorica si osservava il cielo che tutto influenzava. Trovate due piramidi lapidee i cui vertici superiori creavano un asse che migliaia di anni addietro poteva puntare sulla Croce del Sud allora nell'emisfero Nord e in tal modo poter effettuare osservazioni periodiche fra stelle e pianeti. Uno studio di Lo Bue, che è attualmente in corso ed al vaglio dei tecnici della sovrintendenza, una scoperta che arricchisce ulteriormente il patrimonio archeologico già rinvenuto nella zona.