Teatro Samonà: nuovo governo alla regione e nuove richieste da parte del Comune

Teatro Samonà: nuovo governo alla regione e nuove richieste da parte del Comune

Trasferta palermitana ieri per il sindaco Fabrizio Di Paola ed il segretario generale del Comune Carmelo Burgio per un incontro presso l’assessorato regionale all’Economia in cui si è discusso della futura gestione e valorizzazione del Teatro Popolare di Sciacca. Presenti dirigenti e funzionari degli assessorati all’Economia, al Bilancio e al Turismo e anche il l’ingegnere Salvatore Pirrone, a cui è stato chiesto il punto della situazione in qualità di responsabile del procedimento, dei lavori che consentiranno l’apertura e la fruizione al pubblico della sala grande, del foyer e della sala rotonda del cosiddetto corpo “A” nell’edificio di Via Agatocle, progettato negli anni Settanta dall’architetto Giuseppe Samonà.
Sono state richieste garanzie sul reperimento del finanziamento per il definitivo completamento dell’intero teatro così come lo stesso sindaco aveva chiesto lo scorso anno dopo il suo insediamento.
L’incontro è servito anche per parlare della futura gestione e fruizione della struttura di Via Agatocle. Si è aperto un confronto tra Regione Siciliana e Amministrazione comunale che per voce del sindaco ha espresso la propria disponibilità per una soluzione che non implichi oneri finanziari a carico del Comune di Sciacca. E pensare che era gennaio quando l’assessore Monte proponeva che la città di Sciacca avesse una sua stagione teatrale chiamando in causa tutte le compagnie del teatro, una stagione che doveva essere intitolata alla scomparsa Mariangela Melato. Era maggio dello scorso anno quando l’assessore regionale Armao in visita a Sciacca si vantava di questo gioiello siciliano. Ed era dicembre quando la commissione lavori pubblici del Comune di Sciacca aveva aperto le porte a questa struttura parlando di una possibile apertura parziale e di avvio a conclusione dell’opera. A quel tempo si disse che mancavano alcuni arredi come le 800 poltrone, ma le immagini trasmesse dalle emittenti televisive del posto, furono un vero colpo d’occhio. Un tripudio di luci che per alcuni istanti fecero sognare tutti.
40 anni di lavori per un teatro che sembra  non avere fine,  di una struttura iniziata e ancora incompleta, di soldi in vecchie lire e adesso in euro che non si contano più quanti fino adesso spesi. Un esempio di spreco di denaro pubblico in un momento di grande difficoltà per tutte le famiglie e per gli enti sempre più alla prese con tagli in diversi settori anche della cultura. Ma ormai il teatro è lì in quel viale delle terme dove si erge in tutta la sua maestosità e se mai dovesse essere aperto, rimarrebbe sempre un monumento che fa parte della storia e delle eterne incompiute costate care ai cittadini. (foto corrieredisciacca.it)
 
 
 


 

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