I terribili dati sull’occupazione (drammatici per giovani, donne e over 50); l’aumento vertiginoso della cassa integrazione; l’abbandono di importanti gruppi industriali; la paralisi del settore edile e di tutto l’indotto; la vergognosa situazione delle infrastrutture (dalle strade alle scuole che cadono a pezzi): l’elenco infinito delle “criticità” agrigentine potrebbe continuare. Ma è lungo l’elenco delle opportunità su cui tentare un rilancio possibile: turismo, sottosuolo, terme, agricoltura di qualità, storia e bellezza, cose che hanno riempito i tanti fogli dei “piani strategici” e di tutta la strumentazione che negli anni ci siamo dati. Per farne poi che cosa? Con una lettera aperta alle altre organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese, la Cgil di Agrigento fa un’analisi dell’attuale situazione della provincia, nel tentativo di riprendere e rilanciare il “progetto Agrigento” così come fatto il 1° Marzo del 2012 quando i sindacati diedero vita ad un’inedita alleanza e a quella marcia che poneva con forza il tema dello sviluppo.
Per questo occorrerebbe, scrive la cgil, un “movimento sindacale” in grado di proporre/imporre alla politica una “agenda” delle cose da fare! E in questo sono chiamati in causa i sindacati CGIL CISL e UIL, nonché i Sindacati dei Datori di lavori del settore Industriale, Agricolo, Artigianale, Commerciale e dei Servizi. Tutti insieme per concordare come “mettere in cammino” le nostre rappresentanze, verso il traguardo dello sfruttamento di tutte le risorse disponibili e chiamando in causa la classe politica rinnovata dopo queste Elezioni Nazionali e quelle Regionali.
L’incontro proposto dalla Cgil è di una riunione programmatica presso la camera di commercio di Agrigento.