I.M.U. , a qualcuno conviene!

I.M.U. , a qualcuno conviene!

Con l'approssimarsi della scadenza della prima rata dell'imposta sugli immobili,tutti avranno notato che l'I.M.U. è l'argomento più discusso del momento. Telegiornali, quotidiani, internet, circoli ricreativi, bar: ovunque si parla della nuova, tanto odiata, tassa sugli immobili. Perfino gli Europei di calcio hanno perso di appeal!

Il motivo è che l'introduzione dell' I.M.U. ha determinato un'imposta ben più alta rispetto all'I.C.I., che può arrivare fino al 70% della vecchia I.C.I., e che a volte, a causa dell'assoggettamento a tassazione di beni che prima venivano esclusi, può arrivare anche ad essere più pesante del 200-300%!

Non tutti sanno che, però, il nuovo tributo ha un'altro aspetto non sempre facilmente percepibile da i non addetti ai lavori.
Infatti l'introduzione dell'I.M.U. fa si che la rendita fondiari degli immobili non sia più imponibile in dichiarazione dei redditi(tranne che gli immobili non locati). La vecchia I.C.I., così come l'I.M.U., è un imposta non progressiva, quindi non cresce al crescere del reddito e incide con la stessa proporzione su tutti i livelli di reddito. L'I.R.P.E.F. si ispira invece al principio della progressività, previsto dall'art.53 della costituzione italiana, secondo cui le imposte aumentano con il crescere del reddito.

Ora,da uno studio della Cgia di Mestre (che potete vedere qui in allegato), calcolatrice alla mano, dimostra che al crescere del livello di reddito dei proprietari di seconde case la differenza tra il loro carico fiscale con la vecchia I.C.I e la nuova I.MU., tende a diminuire. La beffa quindi è che per i proprietari con redditi oltre i 100mila euro, che in Italia rappresentano l'1% di tutti i contribuenti, l’I.M.U. diventa addirittura più vantaggiosa dell’I.C.I..
Questo perchè  l'I.R.P.E.F. che prima i proprietari pagavano sui loro immobili (su tutti tranne che su quelli locati) ora scompare perché confluisce nell'I.M.U..
Quindi - conclude la Cgia - nonostante l’aumento del 60% delle rendite catastali sulle abitazioni, la nuova tassazione sulle seconde case premierà i ricchi, o quantomeno coloro che dichiarano un reddito annuo superiore ai 100mila euro.

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