Risparmiare oggi, mission impossible

Risparmiare oggi, mission impossible

Le ultime vicende legate alla tanto temuta busta arancione della pensione hanno aperto la porta a una nuova paura: quella di restare, un domani, privi di sostentamento e di dover fronteggiare le future spese sanitarie che, dato il trend, saranno sempre più a carico dei cittadini che non dello Stato. Da qui tanti punti di domanda, soprattutto su come e quanto sia necessario iniziare a investire oggi o risparmiare mettendo da parte il più possibile.

Le pensioni non ci saranno per tutti, e non ci saranno soprattutto per tutti quei lavoratori precari che nel sud Italia, e quindi anche in Sicilia, sono davvero tanti. Ma allora risparmiare oggi è davvero una cosa impossibile? Molti credono ancora nella possibilità di investire con prodotti postali o bancari, alcuni vincolano delle somme, come con chebanca conto deposito, per un periodo di tempo molto limitato, in modo da poterne fruire in caso di emergenza. Ma non sono certo i più a potersi permettere queste opzioni.

Purtroppo di questi tempi anche la fiducia nelle banche non certo ai massimi livelli, e comunque in un contesto dove c'è chi non riesce ad arrivare a fine mese è un lusso pensare di poter investire. Alcuni devono accedere al microcredito per far fronte alle spese quotidiane. Ma risparmiare sì, è ancora possibile, se per risparmio s'intende moderare le uscite piuttosto che mettere a frutto dei risparmi. Il rischio però è quello di frenare ulteriormente un'economia ancora troppo claudicante.

Come risparmiare quindi? Sicuramente un buon metodo è quello di fare attenzione in primis ai consumi delle utenze, e poi contenendo le spese per mangiare. Il metodo che fin'ora ha dato più risultati è il menù settimanale che consente di acquistare solo quanto serva per preparare il menù previsto per la settimana. In questo modo si evita di mettere nel carrello quello che non serve nell'immediato. Chi può dovrebbe poi approfittare dei gruppi d'acquisto, in questo modo si risparmia molto.

Certo, parlare di risparmio a chi il lavoro magari lo ha perso è comunque complicato, e in Sicilia purtroppo non sono in pochi. Fortunatamente è andata meglio ai 500 precari a cui la Regione ha prorogato la scadenza del contratto al 31 dicembre del 2018. Non sarà la soluzione a tutti i mali, ma almeno qualcuno potrà pensare di mettere da parte qualcosa per i prossimi tempi.

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