“Se entro il prossimo 14 settembre non approderemo a un accordo con i caseificatori siamo convintissimi a bloccare il conferimento del latte”. Su questa lunghezza d’onda si sono sintonizzati i circa duecento allevatori, provenienti dalle tre province di Trapani, Palermo ed Agrigento, che hanno dato vita a Poggioreale al primo dei tre incontri programmati dall’Unione Pastori Siciliani per discutere sulla spinosa problematica relativa al “prezzo del latte”.
Ad introdurre i lavori è stato Lorenzo Pagliaroli, sindaco di Poggioreale che ha sintetizzato le aspettative dei numerosi allevatori dell’isola. “E’ giusto e sacrosanto che gli allevatori-ha evidenziato il sindaco-ricevano una remunerazione dignitosa per tutto quello che producono, a cominciare dal presso del latte”. In dettaglio, gli allevatori chiedono che soprattutto il prezzo del latte venga portato a un euro più Iva, un prezzo ritenuto dignitoso soprattutto a “garanzia della qualità del prodotto e a difesa dei consumatori e degli stessi caseificatori”.
Nell’aula consiliare Cangialosi di Poggioreale, si sono registrati gli interventi di Paolo Centonze, presidente dell’Unione Pastori Siciliani, del suo vice Vincenzo Indelicato e di Sebastiano Tosto. “Invito tutti i soci allevatori-ha esclamato il presidente Centonze-a tenere duro, continuare a lottare, per meglio valutare e valorizzare il nostro prodotto”. Prima del 14 settembre, gli allevatori si riuniranno ad Enna martedì 8 settembre e ad Alia venerdì 11 settembre sempre per mettere a punto la loro piattaforma rivendicativa. Nel corso dei lavori si è avuto tempo anche per costituire un gruppo di lavoro interprovinciale finalizzato a “rivendicare un prezzo equo per l’agnello da latte siciliano (non meno di quattro euro al chilo)”.