Si prospettano giorni difficili a Sciacca sul fronte della raccolta dei rifiuti. Nei giorni scorsi le segreterie della CGIL CISl UIL lavoratori So.Ge.I.R. avevano annunciato lo stato di agitazione con probabile sciopero per via di stipendi non pagati e per le modalità adottate di pagamento che non rispettano il termine del 27 di ogni mese. Situazione questa che crea, a detta dei lavoratori, enormi disagi e difficoltà per le famiglie.
Sotto accusa i comuni aderenti all’ATO Ag1 e nello specifico il Comune di Sciacca che come dichiara il liquidatore Enzo Marinello, attualmente è debitore per 6 milioni di euro.
"Il comune di Sciacca non emette una fattura dal primo gennaio scorso, non ci sono soldi e noi siamo sull’orlo del fallimento”, precisa Marinello. Sono 190 i dipendenti della Sogeir che non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di agosto, e il datore di lavoro, la SOGEIR non ha più un soldo perché i comuni non pagano. Sono 15 milioni gli euro che i comuni devono alla società di raccolta rifiuti dell’ATO Ag 1. Comuni morosi che sono stati segnalati da Marinello al dipartimento regionale rifiuti e acque. Non è escluso che alla luce della situazione la Regione decida di inviare un commissario che possa in qualche modo trovare quelle liquidità necessarie per riportare il tutto alla normalità.
Nell’immediato il servizio di raccolta dei rifiuti a Sciacca, come annunciato da Marinello, potrebbe essere sospeso dalla prossima settimana, situazione già comunicata al Prefetto di Agrigento. Ogni e qualsiasi decisione è rimandata a ciò che scaturirà dall’assemblea dei lavoratori prevista oggi e domani nelle ultime due ore di ogni turno.
A tutto questo si aggiungono le proteste della SAM, che in un comunicato stampa chiede alla Sogeir di pagare il corrispettivo per il lavoro svolto. "Non riceviamo pagamenti da ben 18 mesi - dice Enzo Bono che parla per conto della Sam - con imminente sospensione dei servizi e licenziamento dei dipendenti".
Se la raccolta dei rifiuti venisse sospesa anche per 48 ore, Sciacca si trasformerebbe in una discarica.