«Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum Jorge Mario, Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Bergoglio dominum, Franciscum.
Così il cardinale protodiacono, Jean-Louis Tauran, primo dei cardinali dell'ordine dei diaconi, dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro in Vaticano, ha annunciato al mondo il nome del nuovo papa, del nuovo vescovo di Roma.
Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, gesuita, nato nel 1936, figlio di un ferroviere dell'astigiano emigrato, aveva raccolto fino a 40 voti per scendere a 26 nella quarta votazione, quella che elesse Ratzinger con 84 voti. Un cardinale umile, riservato e attento ai poveri.
La vocazione sacerdotale è maturata dopo il diploma di perito chimico. Diviene prete a 33 anni, a 35 è già tra i gesuiti più autorevoli di Argentina. Durante la dittatura prende le distanze dal clero più vicino a Menem. Nella sua città viveva in un modesto appartamento, gira in tonaca, usa il «colectivo», il bus, o la «subte», la metropolitana. Quando, nel febbraio 2001, riceve la porpora cardinalizia e i fedeli propongono di pagare il viaggio a Roma per la cerimonia d'insediamento, ordina agli argentini di restare a casa e distribuire i soldi ai poveri. Primo papa proveniente dal continente americano, primo papa a chiamarsi Francesco.
Una fumata bianca arrivata in piazza S.Pietro intorno alle 19.04, che ha annunciato al mondo, l'elezione del nuovo papa. Il Conclave ha raggiunto la convergenza alla terza votazione, e dato il nuovo pastore alla chiesa dei cristiani cattolici nel mondo. Appena più di venti quattro ore dalla riunione dei cardinali presso la cappella Sistina, per eleggere il successore di Papa Benedetto XVI, dimessosi il 28 Febbraio scorso.
Un conclave velocissimo questo che annuncia l'inizio di un nuovo apostolato, di un nuovo momento della chiesa cattolica, a cui tutti guardano con trepidante attesa. Si tratta del 266 esimo papa nella storia della chiesa. Adesso la Benedizione Urbi et Orbi, da parte di Papa Francesco.