"Architetti e ingegneri come brave massaie". Il pensiero di un architetto di Menfi

“Architetti e ingegneri come brave massaie“. Il pensiero di un architetto di Menfi

Cosa è rimasto di libero nella nostra professione? Ci troviamo obbligati a raccogliere i punti, come fanno le brave massaie al supermercato per ricevere il "pratico telo mare". Mi sfugge inoltre su quali argomenti dovremmo continuamente formarci, (le piastrelle di Kerlite?, i led colorati? i nuovi sistemi di sciacquoni digitali?).

Ho letto che, visitando la recente mostra di Sua maestà Renzo Piano tenuta a Padova, si potevano ottenere ben 3 crediti formativi. Riuscendo a toccargli la barba si poteva salire anche a 7....Ma ci rendiamo conto? La formazione permanente potrebbe forse avere un senso per i colleghi della pubblica amministrazione, ma per un libero professionista che si confronta con il libero mercato me ne spiegate il senso? La formazione obbligatoria è l'opposto di quella realmente utile" Inoltre gli Ordini Professionali sono in crisi economica e d'identità, da quando gli hanno tolto la competenza sulla deontologia hanno perso quel, seppur minimo ruolo, a questo si aggiunge che con l'abolizione della tariffa professionale non beccano più soldi dalla tassa di vidimazione parcelle, cosi sono in profonda crisi economica e per fare cassa vessano gli iscritti con questa solenne presa in giro della formazione permanente, il tutto sotto l'attenta ed astuta regia di un Consiglio Nazionale che avvalla queste pratiche e cerca di sopravvivere a se stesso.

Mentre c'è chi fa carriera... gli architetti mettono mano al portafoglio per pagarsi a caro prezzo la formazione permanente, utile solo ad accumulare punti per evitare eventuali provvedimenti disciplinari. L’attività professionale di Ingegnere e Architetto vive altresì una delle sue pagine più difficili.

Particolarmente evidente è il crollo degli investimenti per la realizzazione delle opere pubbliche: gli importi posti a base di gara nei bandi per i servizi di ingegneria (escluse le somme destinate all'esecuzione dei lavori) sono infatti crollati da 1 miliardo e 200milioni circa del 2009 ai neanche 400 milioni di euro del 2014. E per i giovani professionisti l'accesso al mercato dei servizi di ingegneria appare particolarmente proibitivo: è la vigente normativa a lasciare alle stazioni appaltanti la possibilità di richiedere, tra i requisiti di partecipazione alle gare, un numero di giovani dipendenti o collaboratori e un fatturato annuo che chi ha avuto appena accesso al mercato (e non solo) può difficilmente disporre.

A PROPOSITO DI CRISI LAVORATIVA : da un rapido conteggio risulta, dai costi medi dei corsi, che l'acquisizione di 30 CFP ci costeranno circa 750 €/anno che andranno ad aggiungersi ai minimi INARCASSA, all'IRPEF, al POS, Assicurazione abbligatoria, all' IRAP ? etc.. etc... Comunque anche senza aver incassato un euro il libero professionista dovrà sborsare almeno 4.000€. anno. (INARCASSA+ASSIC.+POS+CFP) senza contare l'iscrizione agli Ordini. Regali alle assicurazioni, alle banche, alle società di formazione etc.. etc... a nostro carico. Non chiediamo regali ma condizioni operative non penalizzanti. Un paese in cui, chi decide di fare libera professione, viene penalizzato rispetto a chi ha scelto la chioccia del lavoro dipendente nella P.A. ...... "NON PUO' AVERE FUTURO".

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