Finito il concerto svoltosi sabato sera nella piazza di Menfi, mi reco dietro al palco per incontrare l’ artista che fino a pochi minuti prima vi si era esibito sopra, Max Gazzè! Una volta assieme, iniziamo una breve ma piacevole chiacchierata .
“Ciao Max ! prima di iniziare ti faccio i miei complimenti per l’ ottima performance di questa sera”; lui sorride e col volto stanco e i suoi occhi pieni di luce mi ringrazia piegando leggermente la testa, poi iniziamo con una prima domanda…
“Max tu sei un ottimo cantante, ed è per questo che la gente ti conosce e ti ama, eppure nel 2010 hai avuto modo di avvicinarti al mondo del cinema col film “Basilicata Coast to Coast” di Rocco Papaleo, interpretando il personaggio più curioso e poetico del film ovvero Franco Cardillo, un uomo che è muto per scelta in quanto si rifiuta di parlare, ma per te che sei un cantante che valore ha il silenzio ?”
Max Gazzè:” Bè il silenzio, come dire è il luogo da cui scaturisce poi il suono, nò? Non può esserci un suono se non c’ è un silenzio che lo precede; da dove nasce il suono ? Dal silenzio.”
Ride soddisfatto della mia domanda ma ancor di più della sua risposta, poi con la sua tipica gentilezza e con la semplicità della sua persona si ferma e, guardandomi negli occhi, aspetta la mia prossima domanda, che di certo non tardo a fare ….
“Oggi hai concluso il tuo concerto qui all’ Inycon di Menfi, con due canzoni, una in particolar modo hai specificato essere stata eseguita solamente una volta prima di stasera durante un tuo concerto, mi riferisco alla splendida “Edera”, canzone che a mio avviso, sembra avere un significato intrinseco molto forte per te; che rapporto hai dunque con questa canzone ? “
Max Gazzè: “Ma quella è un’ immagine, una visone del procedere di un sentimento, quindi man mano che si capisce che si ama una persona, chiunque esso sia, si immagina questo progredire di un’ amore che avvolge cosi come un’edera avvolge il suo rampicante!”
“Max voglio finire questa piacevole chiacchierata con te prendendo spunto per quest’ ultima domanda dalla canzone con cui hai chiuso il concerto, che forse è in assoluto la tua canzone più famosa ovvero “Una Musica Può Fare”, canzone questa che esalta il ruolo quasi salvifico della musica in quanto arte; ma per Massimiliano Gazzè, la musica cosa ha realmente fatto ? “
Max Gazzè: “Bella domanda! In realtà non è che ha fatto qualcosa che io possa identificare rispetto a qualcosa che non ha fatto; per me ha fatto talmente tanto che non riuscirei ad immaginare qualcosa che non ha fatto.”
Si ferma, sembra aver finito di rispondere, nel mentre la musica house proveniente da una delle bancarelle presenti in piazza prende il sopravvento; all’ improvviso il cantautore romano rincomincia a parlare, ora la sua delicata voce deve lottare con quella musica che tanto stona con l’ incanto e la magia di questa spensierata chiacchierata.
Max Gazzè: “Davvero; è difficile immaginare cosa non ha fatto, è un po’ una condizione di vita sarebbe come chiedersi: cosa ha fatto il tuo braccio da quando sei nato ? Be è stato il tuo braccio! Diciamo che il concetto è quello.”
Non faccio nemmeno in tempo a ringraziarlo per la sua disponibilità e per la sua cordialissima collaborazione, che già egli è altrove, circondato da ragazzine e ragazzi, persone, uomini,che esaltati da lui, dalla sua persona e da quello che è stato un bellissimo concerto, ora fanno a gara per strappare a quella serata un’ immagine, un ricordo assieme a Max.
A me resta il ricordo di un grande artista e di una grande persona,che oltre avermi regalato il suono della sua musica, ora con queste parole, che oggi timidamente cerco di regalare a chiunque legga quest’articolo, ci ha fatto sentire, anche se sicuramente in minima parte, il suono della sua anima.