Il consiglio provinciale si dice contrario all'abolizione delle province.

Il consiglio provinciale si dice contrario all'abolizione delle province.

Mentre alla Regione la giunta approva il disegno di legge che prevede l’abolizione delle province, ad Agrigento il presidente Eugenio D’Orsi, va avanti e nomina un nuovo assessore. Si Tratta di Totò Scozzari di Casteltermini, ex capogruppo dell’Mpa alla provincia.
La delega al nuovo membro dell’esecutivo agrigentino sarà ufficializzata venerdì 8 marzo nel corso di una conferenza stampa.
Totò Scozzari che ha già prestato giuramento, si dice onorato per la fiducia che il presidente D’Orsi ha voluto accordargli e ha dichiarato di rinunciare all’indennità di carica.
Intanto ieri sera si è riunito il consiglio provinciale che ha avuto come argomento, ed era prevedibile, proprio la soppressione delle province regionali.
Il consiglio all’unanimità si è detto contrario alla proposta di chiudere le province e trasformarle in consorzi di comuni con una base territoriale di 150 mila abitanti.
Secondo Carmelo D’Angelo, “Crocetta pur di mantenere la maggioranza fa a gara con i grillini a chi appare più rivoluzionario. Il risparmio che si avrebbe con l’abolizione delle province è poco più di 8 milioni di euro ma i consorzi verrebbero a costare di più.”
Per Ivan Paci, capogruppo del Pdl, “oggi è necessario prendere una posizione netta contro la decisione di Crocetta finalizzata a favorire i grillini per tenerseli buoni e gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica per dimostrare che sta operando un forte taglio ai costi della politica; i veri tagli dovrebbero riguardare l’indennità di assessore deputati e dirigenti alla Regione”. Dello stesso tenore l’intervento di Davide Gentile per il quale “la vera rivoluzione da operare sarebbe la riduzione dei deputati sia nazionali che regionali e dei consiglieri comunali e provinciali che va verso un nuovo modello di Senato”.
Mario Lazzano vice presidente della provincia auspica un vera riforma delle province siciliane che non vada però verso una loro soppressione in quanto i rappresentanti sono eletti dal popolo e non per merito del posto occupato nella lista. Questa è democrazia e non va abolita.
Il dibattito ha registrato anche l’intervento del nuovo assessore Scozzari: “dal un lato si cerca di chiudere le province – ha detto - e dall’altro si organizzano le Srr. Andrebbero chiusi gli Ato sia rifiuti che idrici che rappresentano gli unici carrozzoni a cui la regione da soldi e non pagano  i netturbini che da mesi sono senza stipendio.
Anche Maurizio Masone del Pd si è detto contrario alla provvedimento della Regione. “Le Province sono delle strutture operative ben organizzate e smantellarle sarebbe come fare un saldo nel buio
L’assessore al bilancio Piero Marchetta ha sostenuto l’incertezza del momento politico sottolineando che “questa operazione finalizzata esclusivamente a dare un contentino ai grillini è solo un modo per far passare il messaggio alla gente che si risparmia sui costi della politica”, prospettando una situazione fra qualche anno peggiore di quella attuale in quanto non è chiaro quanto si risparmierebbe con il venire meno delle province con ulteriori costi per i comuni che dovranno sopportare altri carichi finanziari per via di molte competenze che gli sarebbero trasferite.
L’Unione Regionale delle province siciliane,- secondo Nino Spoto (Prc) - aveva fatto una seria proposta per rimodulare l’organizzazione dell’ente provincia, puntualizzando che il ruolo del consigliere provinciale è quello di risolvere i tanti problemi che vengono segnalati dagli elettori".
Roberto Gallo infine de La Destra, ha ribadito che “la proposta di Crocetta non regge in quanto i futuri consiglieri dei consorzi avranno un non ben precisato rimborso e quindi dov’è il risparmio?
Intanto proprio oggi il ddl di Crocetta è arrivato in prima commissione Affari istituzionali all’Ars.
Gli alleati dell’Udc  contestano a Crocetta   il disegno di legge che a loro dire, “di fatto sostituisce  i vecchi organismi con nuovi comitati di gestione che serviranno   per piazzare fedelissimi del governatore nella fase di transizione fino al passaggio reale ai nuovi organismi di controllo sul territorio.”
8 articoli dove però a sorpresa oggi non risulta previsto il rinvio delle elezioni per il rinnovo delle amministrazioni provinciali.  In buona sostanza se entro il 27 marzo, data di indizione dei comizi elettorali per la tornata delle amministrative in programma per il 25 e 26 maggio, l’Ars non avrà approvato la riforma e senza altra previsione di rinvio delle elezioni per le Province, si andrà al voto anche per il rinnovo delle amministrazioni provinciali, tutte tranne quella di Siracusa.  Probabilmente per l’abolizione delle province finirà come per la riduzione dei deputati all’Ars, proposta approvata ma attuabile dalla prossima legislatura.



 

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