Arriva oggi in prima commissione Affari istituzionali all’Ars il disegno di legge governativo sul riordino delle province che prevede l’istituzione dei consorzi comunali con un requisito minimo di popolazione residente complessiva non inferiore a 150 mila abitanti.
Un disegno di legge che come annunciato dal governatore Rosario Crocetta e dall’assessore regionale alle autonomie locali, Patrizia Valenti nel corso della conferenza stampa prevede l’abolizione delle 9 province siciliane e la creazione delle città metropolitane di Messina, Catania e Palermo come previsto dalla legge. In questi giorni è stato animato il dibattito politico. Gli alleati dell’Udc contestano a Crocetta il disegno di legge che a loro dire, “di fatto sostituisce i vecchi organismi con nuovi comitati di gestione che serviranno per piazzare fedelissimi del governatore nella fase di transizione fino al passaggio reale ai nuovi organismi di controllo sul territorio.”
8 articoli dove però a sorpresa oggi non risulta previsto il rinvio delle elezioni per il rinnovo delle amministrazioni provinciali. In buona sostanza se entro il 27 marzo, data di indizione dei comizi elettorali per la tornata delle amministrative in programma per il 25 e 26 maggio, l’Ars non avrà approvato la riforma e senza altra previsione di rinvio delle elezioni per le Province, si andrà al voto anche per il rinnovo delle amministrazioni provinciali, tutte tranne quella di Siracusa.