Acqua Pubblica, è scontro dopo il voto in Commissione

Acqua Pubblica, è scontro dopo il voto in Commissione

Rischia di diventare un caso politico quello scaturito a seguito dell'approvazione della legge sull'acqua pubblica in Commissione Territorio e Ambiente.

Nonostante il parere contrario alla legge reso dal Governo Crocetta, tramite l'assessore Vania Contraffatto,  il disegno di legge è staato votato favorevolmente da tutti i membri della Commissione (un solo astenuto)

Durissime le reazioni dei maggiori partiti di maggioranza, Pd e Udc, che con i loro rappresentati in Commissione hanno sostenuto il voto finale, contrapponendosi al parere contrario del Governo.

Il PD parla di "atteggiamento ’schizofrenico’ del governo, che tramite il proprio assessore Contrafatto ha espresso parere contrario al testo”. 

Crocetta deve chiarire – aggiungono i parlamentari del PD Giovanni Panepinto, Marika Cirone di Marco, Mariella Maggio, Fabrizio Ferrandelli, Concetta Raia ed Anthony Barbagallo – dica apertamente come la pensa, se è d’accordo con la maggioranza delle forze parlamentari e con il PD, che ha fatto del ritorno all’acqua pubblica un punto centrale del programma di governo, o se invece la pensa come il suo assessore all’Energia che, probabilmente, tenta di applicare anche in Sicilia il modello nazionale basato sul gestore unico, come se i fallimenti di questi anni non avessero insegnato nulla. Per quel che ci riguarda ci batteremo contro questa impostazione, e se necessario chiederemo al governo regionale di aprire un contenzioso con il governo nazionale”.

Anche l'UDC, col Presidente Regionale del partito centrista, Margherita La Rocca Ruvolo, esprime preoccupazione: “Il cammino è ancora lungo e le preoccupazioni sono molte – dice l’on. La Rocca Ruvolo-. In questo, l'atteggiamento del Governo non aiuta, visto il parere contrario dell'Assessore Contraffatto.

Il presidente Crocetta dica chiaramente da che parte sta. Da parte nostra, c'è grande determinazione affinché si possano accelerare i tempi e portare il testo in aula per la sua definitiva approvazione. Non è nostra intenzione indietreggiare sull'argomento. Lotteremo fino alla fine per ripristinare la pubblicizzazione della gestione del servizio idrico”.

Secondo l'assessore regionale, la renziana Vania Contrafatto: "Rischiamo il commissariamento di Roma e multe salate, oltre alla perdita dei finanziamenti".
"Il ddl in questione anziché intervenire sull'organizzazione punta sulla gestione, che non è di competenza delle Regioni".
"Il governo ha provato più volte a spiegare ai componenti della Commissione che le Regioni - continua la Contrafatto -  come confermato dalla Corte Costituzionale, possono intervenire solo sull'aspetto organizzativo del servizio idrico integrato, la Sicilia non ha competenza esclusiva su questo servizio.

Ma alcuni parlamentari preferiscono fare orecchie da mercante chiedendo una gestione frammentata, con l'unico effetto che questa norma, così come scritta, rischia di essere impugnata. Se la Sicilia non si doterà di una normativa rischia di perdere almeno 800 milioni di euro, di essere commissariata e di pagare multe sempre più salate da parte dell'Ue, oltre che restare senza una legge in materia. Evidentemente la diffida del governo nazionale non ha ancora convinto alcune forze politiche che bisogna far presto, nell'interesse dei siciliani. Chiedo alle forze politiche che sostengono il governo un chiarimento immediato con l'esecutivo: l'acqua non può diventare un terreno di scontro fra partiti".

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