Il Pdl esce sconfitto dalla tornata elettorale e “Giovane Italia”, la sezione giovanile del partito, reagisce. “Abbiamo occupato la sede del partito per manifestare il nostro dissenso nei confronti di tutta la classe dirigente del Pdl per come ha gestito queste elezioni”. Questo dice Mauro La Mantia, presidente regionale di “Giovane Italia”, durante una conferenza stampa indetta questo pomeriggio con a fianco la dirigente nazionale del movimento giovanile Carolina Varchi e il presidente provinciale Davide Gentile.
“Già in tempi non sospetti – continua La Mantia – durante le riunioni di partito, avevamo dissentito sia dal modo in cui era stata composto la lista del Pdl sia dalla scelta del candidato a sindaco”. Le decisioni sarebbero state prese dai vertici a Roma e i giovani militanti non ci stanno: “Rileviamo che ad oggi, a Palermo, i direttivi provinciali e cittadini sono finzioni ed esistono solo sulla carta”.
Il retroscena. Sulla candidatura di Massimo Costa, il 12 marzo scorso, il coordinamento cittadino non sarebbe stato convocato per valutare le candidature sul tavolo, ma per ratificare una scelta presa altrove. “Già in quella sede ho espresso i miei dubbi”, ha detto La Mantia.
A dar forza al loro ragionamento, i ragazzi di “Giovane Italia”, snocciolano i numeri: quarantamila sarebbero state le persone che hanno votato le liste ma non hanno confermato la preferenza su Costa, che non sarebbe stato percepito come il candidato naturale del partito. In questo fronte i ragazzi sono stati confortati da Francesco Scoma, coordinatore provinciale del Pdl, secondo cui il partito ha pagato il fatto di non avere un candidato proprio.
Infine le richieste: l’immediata convocazione degli organi collegiali, l’analisi del voto per resettare subito il partito. Alla conferenza stampa era presente anche Giampiero Cannella, coordinatore cittadino del partito, che vede il bicchiere mezzo pieno: “Il Pdl comunque è il secondo partito cittadino”.