Nei giorni della scuola dell'obbligo, quando era necessaria un'autorizzazione da parte della famiglia - vera o falsificata dallo studente - per cause che non fossero di salute, si utilizzava una scappatoia sempre utile.
"Lo studente è stato assente per motivi familiari". Una frase che, strategicamente, significa tutto e non significa sostanzialmente nulla.
Anche in politica, in fondo, si usano gli stessi mezzi. Così, le dimissioni di questa mattina dell'assessore provinciale Calogero Volpe, diventano, per dovere politico, "dettate da motivi personali". Ovvero tutto e nulla.
Volpe, uomo forte di D'Orsi, durante il suo incarico ha rappresentato spesso il primo baluardo del presidente, sostenendolo nei momenti più complessi, spendendosi in prima persona anche quando c'erano da sferrare gli attacchi più scomodi e rappresentando per diverso tempo D'Orsi in Consiglio provinciale, al punto da meritarsi l'appellativo, ironico, di scudiero. "Meglio scudiero, figura nobile che affiancava il cavaliere che servo - aveva ribattuto lui in quella occasione".
L'ormai ex assessore, dopo la nota stampa, ha scelto la linea del silenzio, ma ambienti vicini al presidente ci hanno confermato che la scelta di Volpe sia stata suggerita proprio da D'Orsi, che gli avrebbe chiesto di fare un passo indietro in vista di modifiche ormai prossime alla propria Giunta accellerate dalla vicenda Montana, l'assessore "fantasma".
Insomma, anche Volpe è stato colpito dalla "maledizione di Tutankhamon" che ha decimato in quest'ultimo anno la squadra proclamata dal presidente nel febbraio 2011 lasciando ultimo "sopravvissuto" - politicamente parlando - è Domenico Alaimo, veterinario, con delega a Tutela del Consumatore, Politiche del lavoro, Edilizia e Gestione patrimoniale.
Intanto il Consiglio provinciale è in fermento. Se sembra al momento sostanzialmente caduta nel vuoto la proposta di una sfiducia a D'Orsi avanzata da Raimondo Buscemi, il Pdl oggi intraprende una posizione in solitaria puntando, come era stato già annunciato, alla votazione del bilancio 2012, occasione per mettere in difficoltà il presidente.
"D'Orsi non può ancora fare 'l'equilibrista' senza avere una maggioranza in Consiglio Provinciale che lo sostiene - dichiarano in una nota congiunta Ivan Paci e Mario Lazzano -. Ci troviamo alla vigilia della discussione del Bilancio 2012, che a tutt'oggi non è stato ancora trasmesso alla Commissione. A nostro avviso non occorre presentare l'atto di sfiducia alla Giunta D'Orsi perché l'occasione della verifica politico-amministrativa avverrà durante la discussione del Bilancio che spero presto venga portato in aula. Da lì si vedrà se ancora D'Orsi dispone di una maggioranza numerica. Tutte le forze politiche presenti devono dichiarare esplicitamente se intendono condividere un Bilancio che non tiene assolutamente conto delle esigenze reali degli agrigentini".