"Abbiamo fatto un grande passo in avanti", sono queste le parole di Crocetta in merito all'intesa trovata sulla riforma delle province. L'accordo prevede la costituzione di nove Liberi Consorzi in corrispondenza delle attuali province; i comuni potranno scegliere di aderire ai Liberi Consorzi oppure alle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.
I comuni avranno la possibilità di istituire nuovi Liberi Consorzi (in aggiunta ai nove) ma dovranno farlo entro 6 mesi dalla riforma (deve essere approvata dall'Ars entro il 15 febbraio) e dovranno rispettare comunque un limite di abitanti tra 150 e 350 mila. Il personale delle province sarà trasferito in parte alla Regione e in parte ai comuni, ma su questo punto, ha detto Crocetta, "serve un accordo con lo Stato".
Critico il M5S: "Siamo alla farsa. Nonostante i proclami del governo, la verità è che questa riforma la vogliamo veramente solo noi”. Sono durissimi i commenti dei deputati Cinquestelle, Salvo Siragusa e Francesco Cappello, dopo l'ennesimo flop della commissiona Affari istituzionali, rinviata a giovedì “per dare tempo al governo e alla maggioranza di fare chiarezza sul cammino da intraprendere”.“Se da questa commissione - dice Cappello - non uscirà un testo entro la settimana, la questione riforma Province sarà un capitolo chiuso e l'appuntamento con le urne una certezza”.