Politici ai nastri di partenza. Ultimi due giorni per completare le liste e poi, dopo le ore 16:00 del 28 settembre, tutte le riserve verranno sciolte e partirà "la gara" che porterà all'elezione dei 90 Deputati all'Ars. Le elezioni che ci troveremo ad affrontare saranno parecchio strane, c'è molta curiosità di capire come voteranno i siciliani, se verrà adottato il criterio di appartenenza politica, che negli ultimi anni si è andato affievolendo sempre di più, o ancora, se verrà adottato il cosiddetto voto di protesta, con la scelta del “Movimento dei Forconi” o del più famoso “Movimento 5 Stelle”, quest'ultimo colpito, ultimamente, da dure polemiche.
La scelta, però, potrebbe cadere anche sul "candidato giovane". Molta gente sarebbe pronta a scegliere il volto nuovo, accantonando per sempre la vecchia politica e i vecchi volponi che tanto hanno sperperato durante la loro “carriera” politica. Bisogna stare attenti anche lì. Infatti, abbiamo assistito in questi giorni a candidati giovani utilizzati dai papà o dagli zii, per supplire la loro figura e oscurare quella vecchia politica che in realtà rimane impressa anche nel volto del “nuovo che avanza”.
Sembra che, diversamente dalle scorse volte, il popolo siciliano non sia più disponibile a farsi abbindolare da strane promesse, e che, piuttosto, guarderà nel concreto riflettendo maggiormente durante questi 30 giorni che lo separano dalla data delle elezioni, arrivando con le idee chiare alle urne.
Va sottolineato che la gente è di certo molto stanca e poco stimolata a votare, una stanchezza dovuta ad una politica regionale che, nel corso degli ultimi anni, ha portato al collasso l'intera economia dell'isola facendo elevare sempre di più il tasso di disoccupazione. Secondo alcuni recenti sondaggi, il 40% circa della gente siciliana non andrà a votare. Ma è giusto non recarsi alle urne? E' questa la domanda più frequente che i politici fanno alla gente siciliana stanca delle mancate promesse.
La risposta più frequente usando il nostro dialetto è questa : “prima vi manciastivu un paisi e ora vuliti u voti, si nissi va”, per poi passare alla controreplica del politico che si distingue tra due differenti tipi. Il primo politico, il cosiddetto fiducioso ma impaurito, risponde così : “io la capisco, ma lei deve avere fiducia in me” e questo punto scatta l'ira del cittadino siciliano che racconta degli sprechi di anni e anni e della mancata evoluzione della classe politica siciliana sempre più dedita a guadagnare a spese del popolo. Il secondo tipo di politico è il “persuasore” che usa tutta la buona volontà e porta a riflettere e spesso a convincere il siciliano medio. Le parole spesso usate sono : “secondo lei non vengono eletti lo stesso i deputati all'Ars se lei non esprime la sua preferenza? E allora è meglio mandare gente qualunque o scegliere una persona che si conosce?“, portando il cittadino sfiduciato verso una riflessione più attenta.
Vari tipi di elettori, vari tipi di politici e vari sistemi di interpretare la politica Siciliana e ora non ci rimane che porre un'ultima domanda : “E tu che elettore sei?”