Il Presidente del consiglio dell’Unione dei Comuni Terre sicane , Viola, replica a Catalano

Il Presidente del consiglio dell’Unione dei Comuni Terre sicane , Viola, replica a Catalano

L’elezione dei componenti al consiglio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane ha creato certamente dei dissapori all’interno delle minoranze dei consigli comunali. A Menfi ha spaccato la minoranza consiliare, a Sambuca ha creato dissidi, a Montevago dichiarazioni postume del consigliere Francesco Catalano. Sulla carta, l’Unione dei Comuni Terre Sicane, dovrebbe essere un erogatore di servizi. Di fatto, invece, in questi anni, è stato il luogo delle scissioni, di divisioni e di scontri. Ha riverberato, a livello intercomunale, le tensioni presenti a livello locale.

Oggi, l’Unione dei comuni ha una nuova carta statutaria. Approvata con la forza dei numeri. Basti pensare che ci sono voluti ben tre sedute del civico consesso sovraccomunale per approvare le modifiche statutarie che incideranno sul nuovo passo che dovrà tenere l’Unione.

Dal 7 dicembre, con il nuovo statuto, saranno in 11 a sedersi fra i banchi consiliari del rinnovato ente sovraccomunale delle Terre Sicane.  I consiglieri staranno in consiglio, i sindaci in giunta. Nessuno potrà percepire gettoni di presenza. Nella nuova composizione dell’Unione “nuova versione”, di diritto parteciperanno i 4 presidenti dei consigli comunali e 2 consiglieri, uno per la maggioranza ed uno per l’opposizione.

Questi i nomi: da Santa Margherita: Francesco Ciaccio, Gaspare Viola e Giuseppe Mangiaracina. Da Montevago: Giuseppe Arcuri, Michele Giambalvo e Teresa Monteleone. Da Sambuca: Sario Arbisi e Stefano Vaccaro. La minoranza ha rinunciato, fino ad adesso, di votare il suo rappresentante. Da Menfi: Vito Clemente, Ezio Ferraro e Ludovico Viviani per la minoranza.

Una votazione, di quest’ultimo, che ha spaccato platealmente la minoranza menfitana. In ultimo sono arrivate le dichiarazioni del consigliere di minoranza di Montevago Francesco Catalano, che ha fatto saltare anche i “nervi” della sua compagna di partito, nonché attuale vice presidente del consiglio dell’Unione delle Terre Sicane: Teresa Monteleone. Lei si astiene dal fare note stampa. Ma sulla querelle interviene il Presidente Gaspare Viola.

Abbiamo lavorato alle modifiche statutarie animati da un sincero spirito di apertura e coinvolgimento di tutti, consiglieri e non. Non ho mai percepito atteggiamenti di chiusure preclusive nei confronti di nessuno. Non avrei saputo lavorare diversamente. Questo spirito di apertura deve continuare ad animare le dinamiche decisionali dell’Unione. In ordine all’iter seguito, la scelta di promuovere un gruppo di lavoro che predisponesse una bozza condivisa  è stata dettata, in assoluta buona fede, dall’obiettivo politico di recuperare all’Unione il Comune di Sambuca. Obiettivo questo, che  è stato raggiunto anche grazie alla maturità della rappresentanza di Sambuca in seno all’Unione. Il gruppo di lavoro è stato rappresentativo di tutte le minoranze consiliari (per quanto senso possa avere applicare la categoria di minoranza consiliare in seno all’Unione), e sempre inclusivo di tutti. Ha lavorato sodo in un arco temporale che va dal 5 luglio ad oggi, con un confronto serrato all’interno ed orientamenti molto differenziati, di cui sono testimonianza i dettagliati resoconti che sono stati stesi a beneficio di un’ampia platea di cittadini e consiglieri, anche con lo strumento informatico di una mailing list. 

Certo, se avessimo scritto lo Statuto ciascuno individualmente sarebbero usciti fuori altrettanti testi differenti, rappresentativi delle singole sensibilità politiche. Ma fare le cose insieme ha un valore in sé, un valore superiore all’affermazione della propria identità.  

Trovo ingeneroso nonché infondato accreditare nell’opinione pubblica l’idea di un’elite decisionale che si è chiusa a riccio per preservarsi presunti privilegi.  Per dovere di verità nel nuovo Statuto sono stati aboliti tutti i gettoni di presenza e gli emolumenti per tutte le cariche perché è prevalsa la considerazione che la politica è passione e dedizione gratuita alla propria comunità. Passione che si nutre di partecipazione nel vivo dei processi politici. Il nuovo Statuto avrebbe potuto essere esitato in tempi più consoni alla gravità dei problemi. Ma tant’è. Guardiamo adesso alle molte sfide che dobbiamo affrontare: coloro che non hanno fin qui partecipato possono unire alla critica la testimonianza del proprio impegno” .

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