Unione dei Comuni Terre Sicane: un “treno" fermo alla stazione delle modifiche statutarie

Unione dei Comuni Terre Sicane: un “treno“ fermo alla stazione delle modifiche statutarie

Basta solo spulciare le delibere esitate per avere conferma di ciò. La massima assise cittadina di Santa Margherita di Belìce, ha approvato le modifiche allo statuto dell’Unione nel “lontano” 9 settembre 2013. Idem per Montevago e Sambuca. Frizioni, invece, sono arrivate da Menfi. Bruciati, nella cittadina del vino, tre passaggi consiliari per superare lo scoglio imposto dalle modifiche statutarie. Era necessaria una maggioranza qualificata. Ma la dura legge dei numeri non ha permesso l’approvazione del punto alle prime due sedute dove erano necessari 14 consensi favorevoli alle modifiche. Solo alla terza votazione la maggioranza semplice ha permesso, con 11 voti, il superamento dello scoglio imposto dalla norma.

Una volta che tutti e 4 i consigli comunali hanno esitato le modifiche, giovedì scorso, il punto per una “presa d’atto” è arrivato in seno al Consiglio dell’Ente sovraccomunale. Anche qui si è assistito di nuovo a diatribe già viste e riviste. E dopo di due ore di discussione non ci sono stati i numeri sufficienti per ottenere una maggioranza qualificata in sede di voto, ed approvare le modifiche statutarie. Ancora una volta, le assenze di alcuni consiglieri, hanno avuto delle conseguenze nel raggiungimento del quorum richiesto in sede di votazione. Le modifiche all’esame del Consiglio delle Terre Sicane, di fatto, incidono profondamente sull’organizzazione dell’ente sovraccomunale, che dovrebbe gestire sotto un’unica bandiera servizi in comune tra Menfi, Santa Margherita, Sambuca e Montevago.

Fra le modifiche previste: il taglio dei costi della politica, (cioè niente più gettoni di presenza per assessori e consiglieri), e la riduzione del numero dei consiglieri che da 20, dovrebbero passare a 12.

Modifiche, queste, che hanno portato non poche discussioni nelle minoranze consiliari di Sambuca e di Menfi.

Battaglia anche “sull’iter adottato per le modifiche statutarie” da parte del  consigliere di minoranza, di Menfi, Ludovico Viviani.

Di fatto, nella seduta di giovedì sera, presso la sede istituzionale delle Terre Sicane a Santa Margherita di Belice, i 14 consiglieri presenti, sui  20 convocati, hanno ribadito ciascuno le proprie posizioni già ampiamente espresse in sede di approvazione nei rispettivi consigli comunali. In sede di voto: 3 consiglieri sono stati contrari, (Ludovico Viviani e Luigi La Placa di Menfi, e Massimiliano Armato di Sambuca di Sicilia) ed 11 i consiglieri favorevoli. 

Non raggiunto il quorum dei 2/3 per ottenere la maggioranza qualificata. Per passare erano necessari 14 voti. Ora il punto dovrà ritornare in discussione nella seduta, già convocata dal Presidente del Consiglio dell’Unione Gaspare Viola,  per il prossimo 30 ottobre. A nulla è valso l’appello del super sindaco delle Terre Sicane, Calogero Impastato, di votare le modifiche statutarie “per creare un ente snello”.

Assenti erano i consiglieri margheritesi Gaspare Viola e Roberto Marino, i montevaghesi Francesco Catalano e Giovanni Cutrera, ed i sambucesi: Rossana Pendola e Giuseppe Verde.

Erano presenti tutti i 5 consiglieri di Menfi: Vito Clemente, Ignazio Ferraro, Luigi La Placa, Andrea Pellegrino e Ludovico Viviani. Per Montevago erano presenti: Michele Giambalvo, Maria Teresa Monteleone e Francesco Santannera. Da Sambuca erano presenti i rappresentanti: Sario Arbisi, Massimiliano Armato, Cristina Maria Cacioppo, e da  Santa Margherita: Davide Alfano, Ignazio Bilello e  Giuseppe Mangiaracina.

Speriamo il prossimo 30 ottobre “il carrozzone delle Terre Sicane” trovi la motrice giusta per riprendere la corsa.

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