Arrivano gli invocati tagli alla casta. L'ultimo atto del Governo Monti (prima delle dimissioni già annunciate) ha sancito una netta sforbiciata al numero dei consiglieri e assessori regionali e ai loro stipendi e privilegi.
Ecco i principali provvedimenti contenuti nel decreto convertito in legge dal titolo "Tagli alla politica e controllo delle spese regionali":
Tagli agli stipendi: I nuovi parametri per il taglio degli "stipendi" a consiglieri e assessori regionali sono stati individuati sulla base della Regione più virtuosa: l'indennità di funzione sarà di 3000 euro (assumendo come parametro di riferimento l'indennità dei consiglieri regionali della Regione più virtuosa, l'Emilia Romagna)
Prevista l’eliminazione dei vitalizi e l’obbligatoria applicazione del metodo contributivo per la pensione. Tagliato anche l’assegno di fine mandato, i cui parametri dovranno essere fissati entro il 10 dicembre.
E non sarà più possibile sommare indennità o emolumenti. Prevista la gratuità della partecipazione alle commissioni permanenti e speciali, con l’esclusione anche delle diarie. Tagliati il numero di consiglieri e assessori in rapporto al numero degli abitanti.
Stretta anche per le Regioni per consulenze e convegni, auto blu, sponsorizzazioni, compensi degli amministratori delle societa’ partecipate.
Trasparenza: I dati dell’anagrafe patrimoniale degli eletti saranno resi pubblici sul sito internet di ogni Regione. Anche i gruppi consiliari dovranno pubblicare tutti i contributi ricevuti.
Stop a finanziamenti e rimborsi elettorali ai partiti: Il decreto mette anche uno stop ai rimborsi per i monogruppi (quelli composti di un solo consigliere), ai movimenti e ai partiti. I finanziamenti e le agevolazioni in favore dei gruppi consiliari vengono a loro volta tagliati pesantemente: saranno la metà di quelli previsti dalla Regione più virtuosa.
È stata, infine, abrogata l’esenzione Imu che i Comuni potevano dare alle Fondazioni bancarie.