Dopo le dichiarazioni, pubblicate postume ieri, dell'ex ambasciatore degli Usa in Italia, Reginald Bartholomew, scomparso nei giorni scorsi (''Un pool di magistrati di Milano nell'intento di combattere la corruzione politica era andato ben oltre, violando sistematicamente i diritti di difesa degli imputati in maniera inaccettabile in una democrazia come l'Italia''), che ha rivendicato il merito di aver rimesso sui binari della politica il rapporto fra Washington e l'Italia (''La classe politica si stava sgretolando ponendo rischi per la stabilita' di un alleato strategico nel bel mezzo del Mediterraneo''), oggi ''La Stampa'' torna a parlare dell'inchiesta di Mani pulite e del suo legame con l'America con un botta e risposta tra Peter Semler, console generale degli Stati Uniti a Milano nei primi anni Novanta, e Antonio Di Pietro: ''Di Pietro mi preannuncio' l'inchiesta su Craxi e la Dc'', racconta Semler. ''E' vero, ma impreciso'', risponde l'ex pm di Milano.
Una vicenda che interessa anche ''Il Foglio'' di Giuliano Ferrara: ''Si e' sempre detto - scrive il direttore - che Craxi e Andreotti caddero, insieme con una intera Repubblica, perche' dietro Antonio Di Pietro stavano i servizi americani.
Le rivelazioni dell'ottimo e scrupoloso Molinari inducono a confermare questa sensazione. Con una glossa interpretativa decisiva: l'America e' piu' grande, politica e diplomazia, dei suoi servizi o di settori dei suoi servizi che, a quanto si capisce, lavorarono contro la Repubblica dei partiti per destabilizzarla a Guerra fredda finita''.
E sulla questione interviene anche Bobo Craxi (Psi), in una intervista a ''Il Tempo'': ''Dopo 20 anni emergono i fatti nella loro interezza e si tratta di rilevazioni scandalose. Ci fu un'evidente influenza straniera sull'azione dei giudici contro i partiti di Governo dell'epoca.
Noi lo dicevamo e Bartholomew si accorse dello strano intreccio fra il console Usa a Milano e i pm''.
Recentemente, aggiunge, ''mi sono ritrovato assieme a Gherardo Colombo in un dibattito pubblico e gli ho detto che ormai quella 'guerra' era finita e che sarebbe stato bene se i suoi protagonisti avessero rivelato come veramente andarono le cose. Aggiunsi che si diceva che lui fosse legato alla Cia e Di Pietro al Fbi. Lui non smenti'. Sbianco' in volto, ma non disse nulla, non replico''. Ma le tangenti, in ogni caso, c'erano: ''Certo'' pero' ''si creo' un vuoto politico con influenze extraistituzionali ed extranazionali. Ora non c'e' piu' dubbio''.
Semler si racconta, dunque, al giornale di Calabresi: ''Parlai con Di Pietro, lo incontrai nel suo ufficio, mi disse su cosa stava lavorando prima che l'inchiesta sulla corruzione divenisse cosa pubblica. Mi disse che vi sarebbero stati degli arresti''.
''Incontrai Di Pietro prima dell'inizio delle indagini - prosegue -, fu lui che mi cerco' attraverso Bagioli. Ci vedemmo alla fine del 1991, credo in novembre, mi preannuncio' l'arresto di Mario Chiesa e mi disse che le indagini avrebbero raggiunto Bettino Craxi e la Dc''.
Di Pietro ''aveva ben chiaro dove le indagini avrebbero portato. Da Di Pietro, da altri giudici e dal cardinale di Milano seppi che qualcosa covava sotto la cenere. Eravamo informati molto bene. Di Pietro mi preannuncio' gli arresti ma per me non era chiaro cosa sarebbe avvenuto''.
E dalle colonne dello stesso giornale l'ex pm di Milano risponde al Console: ''Quello che racconta e' sostanzialmente vero con alcune imprecisioni''.
Sul fatto che gli abbia anticipato, nel novembre del 1991, il coinvolgimento dei massimi livelli di Dc e Psi nelle inchieste ''temo faccia confusione, che sovrapponga, sono passati piu' di 20 anni, conversazioni avvenute in momenti diversi. Non potevo anticipare il coinvolgimento dei vertici di Dc e Psi perche' gia' indagavo su Mario Chiesa, ma non avevo idea di dove saremmo andati a parare''. C'e' pero' un punto ''Mani pulite e' cominciata a meta' degli anni '80 con una serie di inchieste che non portarono a nulla'' noi poi ''invertimmo il percorso, partendo dai fondi neri creati per pagare la politica e spezzando il patto omertoso. Di questo posso aver parlato con Semler. Ma che Dc e Psi e anche il Pci fossero partiti corrotti, in Italia, lo sapevano tutti. In fondo Mani pulite fu la scoperta dell'acqua calda'' e io, parlando con Semler, ''non ho mai violato il segreto istruttorio''.