Nuova fumata nera al consiglio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane. Per la seconda volta consecutiva, non è passata la proposta delle modifiche statutarie che, a detta dei proponenti, dovrebbe semplificare e snellire il funzionamento dell’Ente sovraccomunale. Nonostante 16 consiglieri presenti, sui 20 convocati, in sede di voto non è stato raggiunto il quorum per una maggioranza qualificata.
Infatti, favorevoli alla proposta, dopo oltre un’ora di accese discussioni, sono stati in 13, contrari 3 (Ludovico Viviani di Menfi, e i due consiglieri di minoranza di Sambuca: Giuseppe Verde e Massimiliano Armato). I voti minimi richiesti per la maggioranza qualificata erano14 voti. Adesso, se ne discuterà nella prossima convocazione dell’assise sovraccomunale, che si terrà giovedì 7 novembre, dove invece è sufficiente la maggioranza semplice.
Le assenze, ancora ed una volta, hanno avuto una conseguenza in sede di voto per il raggiungimento del quorum. In questa seduta risultavano assenti due consiglieri di Montevago: Cutrera e Catalano, La Placa di Menfi e Pendola di Sambuca.
Il dibattito ha avuto anche dei toni accesi tra i favorevoli alle modifiche statutarie ed i contrari. Posizioni nettamente divergenti si sono registrati tra la vicepresidente dell’Unione Teresa Monteleone, favorevole alle modifiche, e Viviani. Anche il super sindaco delle Terre Sicane, Calogero Impastato, ha “richiamato i consiglieri contrari alle modifiche alle loro responsabilità politiche sulla dilazione dei tempi per l’approvazione delle modifiche statutarie che sta pregiudicando l'organizzazione di alcuni servizi essenziali che si devono andare a costituire a brevissimo tempo, quali l'Aro”.
Viviani, intanto, ha rispedito al mittente le accuse mosse. “Non si capisce perché si vuole fare valere la forza dei numeri, e non invece utilizzare l’attuale assetto dato all’Unione, che può benissimo lavorare e programmare le scadenze che vengono mosse, e nel contempo discutere in sede di Consiglio dell’Unione le modifiche statutarie proposte”.
Le modifiche all’esame del Consiglio delle Terre Sicane, di fatto, incidono profondamente sull’organizzazione dell’ente sovraccomunale, che dovrebbe gestire sotto un’unica bandiera servizi in comune tra Menfi, Santa Margherita, Sambuca e Montevago. Fra le modifiche previste: il taglio dei costi della politica, (cioè niente più gettoni di presenza per assessori e consiglieri), la riduzione del numero dei consiglieri che da 20, dovrebbero passare a 12, (punto questo di acceso scontro) e la presenza dei sindaci in seno alla Giunta di governo dell’Ente Sovraccomunale.
Intanto nel corso della seduta è stata votata all’unanimità, la proposta sollevata dal consigliere Sario Arbisi di Sambuca, di rinunciare alle 30 euro di gettone di presenza per le sedute celebrate a partire dal 17 ottobre. Un fatto, questo, che fa risparmiare alle Terre Sicane, già 900 euro per le prime due sedute celebrate.