Poggioreale. Dopo la sfiducia, termina il mandato del sindaco Pagliaroli

Poggioreale. Dopo la sfiducia, termina il mandato del sindaco Pagliaroli

Si è conclusa con un anno di anticipo (rispetto alla sua normale scadenza) l’avventura di Lorenzo Pagliaroli a sindaco di Poggioreale. Il consiglio comunale, infatti, ha votato “si” alla mozione di sfiducia presentata dal gruppo consiliare (quattro esponenti) “Tutti In Comune” che nella tornata elettorale del giugno  2013 aveva sostenuto la candidatura di Pagliaroli. Ma la mozione è passata perché è riuscita a convogliare anche i sei voti dello schieramento di maggioranza “Progresso e Solidarietà” che non ha mai sostenuto l’azione politico-amministrativa del sindaco Pagliaroli.

Una decisione di votare la sfiducia presa “a malincuore” almeno a sentire, in aula, le dichiarazioni di voto di alcuni consiglieri comunali (Giovanni Vella, Pietro Fazzino e Paola Di Giovanni).  In particolare  Giovanni Vella ha posto l’accento sulle mancate scelte condivise.

“Il sindaco doveva affrontare le problematiche non da solo - ha rimarcato - ma in maniera unitaria e condivisa. Non era questo il nostro progetto politico iniziale”. Per il capogruppo di Progresso e Solidarietà Francesco Blanda si deve parlare di “fallimento politico” del sindaco Pagliaroli.

“Abbiamo avuto la prova - ha esclamato nel suo intervento - che tutto quello che abbiamo denunciato nella nostra mozione di sfiducia presentata lo scorso mese di dicembre era la verità circa il fallimento del progetto politico del sindaco”.

Prima del voto è  arrivata la precisazione del presidente del consiglio comunale Girolamo Cangelosi. “Se il sindaco va a casa - ha ribadito - la colpa è di tutti e non solo del consiglio comunale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, sotto certi aspetti, si è sintonizzato Giovanni Vella. “Se passa la sfiducia al sindaco, è una sconfitta per tutti noi, tutti siamo colpevoli. Non si doveva arrivare a questo, non é un dramma ma neanche una cosa bella. Purtroppo la politica ha le sue regole, i suoi passaggi”.

Chi invece ha lamentato il personalismo del sindaco Pagliaroli è stato il consigliere Pietro Fazzino. “Amministrare non significa comandare - ha esclamato - continuare a sostenere questo sindaco può arrecare per l’ente più danni che avere un commissario”.

Lapidaria la presa di posizione del sindaco Pagliaroli. “Ho difeso fino all’ultimo minuto la mia autonomia nel migliore interesse - dice Pagliaroli - dell’ente e soprattutto della cittadinanza poggiorealese e nel piano rispetto della legge. Evidentemente c’è stato chi ha avuto paura dei risultati amministrativi che avrei potuto conseguire terminando il mio mandato amministrativo anche senza l’appoggio del consiglio comunale”.

L’impressione di alcuni attenti osservatori politici è che senza l’eccessivo “pizzico di orgoglio” caratterizzante le posizioni dei due schieramenti e del sindaco Pagliaroli forse si sarebbe potuto approdare a una soluzione condivisa tale da evitare la “caduta” del sindaco Pagliaroli. Adesso la parola passa  al Governatore della Sicilia che dovrà  nominare il Commissario chiamato a “traghettare” il comune fino alla normale scadenza elettorale, fissata alla primavera del 2018. Il funzionario eserciterà le funzioni di competenza di sindaco e consiglio comunale.

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