Come nello storico film in bianco e nero, Sindaco e Arciprete sono gli attori di una diatriba che, a Santa Margherita, li vede i protagonisti di una vicenda di altri tempi.
Al centro del dibattito la mancata consegna, da parte del primo cittadino, dei locali della parrocchia "S.Antonio Abate" all'Arciprete don Filippo Barbera: il sindaco, anzicchè consegnare i locali della canonica alla curia, avrebbe utilizzato i locali come uffici comunali.
Per questi motivi l' l'Arciprete in data 30/01/2014 ha inoltrato una missiva al sindaco ed ai Consiglieri Comunali per rivendicare la consegna dei locali della Canonica di " S.Antonio Abate" evidenziando al sindaco i disagi alla comunità ecclesiale belicina scaturenti dalla mancanza di spazi volti all'attività dei giovani, per l'oratorio e per le attività religiose, tra le quali il catechismo.
La parrocchia S. Antonio Abate è stata finanziata dal Ministero dei Lavori Pubblici ;
L'inizio della programmazione della costruzione della Parrocchia risale 1987 , per un importo di Lire 1.350.000.000 , a sua volta l'impresa che aveva appaltato i lavori dichiarò fallimento e gli stessi rimasero incompleti.
Solo nel 2004 venne sciolto il contenzioso con l'impresa appaltatrice e vennero nuovamente riaffidati i lavori con uno stralcio funzionale ad una nuova impresa per un importo di € 350.000,00 che ha visto completare i soli lavori relativi alla canonica oggetto dell'odierna dicordia tra il sindaco e l'arciprete, mentre la restante parte dei lavori dovrà completarsi non appena verranno reperiti ulteriore risorse.
I consiglieri del gruppo di minoranza "Liberi per Santa Margherita" hanno richiesto la convocazione del consiglio comunale per dibattere della questione relativa alla mancata concessione dei locali della canonica al clero margheritese in luogo dell'occupazione da parte di personale e mezzi comunali.