Il Tar del Lazio non ha accolto il ricorso presentato da diversi comuni siciliani, con il sostegno dell’Anci Sicilia, contro le sanzioni comminate agli Enti Locali per lo sforamento del Patto di Stabilità 2011.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, pur ritenendo esistente e valido il motivo del contendere, rimandando tutto alla Corte costituzionale, ha detto no alla richiesta, “non riscontrando comunque la sussistenza di motivi di urgenza e di grave pericolo che potevano imporre l’emanazione dell’ordinanza cautelare di sospensione”.
Era fiducioso il presidente dell’Anci Sicilia Giacomo Scala, dopo che il Tar della Sicilia, sezione staccata di Catania, aveva accolto il ricorso presentato dal comune di Messina sul patto di stabilità, disponendo la sospensione dei provvedimenti adottati secondo quanto stabilito dalla corte costituzionale, che aveva dichiarato illegittimo tra gli altri, l’articolo 37, comma 1, secondo periodo del decreto legislativo 118 del 2011.
“Se il Tar del Lazio darà ragione ai comuni ricorrenti, dichiarava Scala, non solo verranno annullate le sanzioni, ma sarà confermato quanto da noi sempre sostenuto relativamente all’inapplicabilità delle sanzioni in Sicilia previste per chi sfora il patto di stabilità.”
E invece tutto questo è adesso giurisprudenza. Le sanzioni sono previste e i comuni in tal modo devono recuperare le somme necessarie per evitare il dissesto e il buon funzionamento della cosa pubblica.
La situazione dunque si aggrava sempre di più, i tempi ormai sono troppo stretti per evitare di sbordare.
Il comune di Sciacca il 26 luglio scorso, aveva inoltrato un interpello al Ministero dell'Economia. In quel caso il responso fece intendere che ogni comune, o i Comuni d'intesa interessati dallo sforamento del Patto di Stabilità 2011, doveva procedere per via giudiziaria amministrativa, cioè doveva ricorrere dinanzi al Tar per far valere quanto sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale. E così in quella sede l'Amministrazione, con apposita delibera, aveva dato incarico a due legali per far valere gli interessi del Comune secondo le direttive impartite dall’Anci Sicilia.
Adesso si percorre altro grado di giudizio. La Giunta Comunale di Sciacca, dopo la notizia della sentenza del Tar Lazio, ha deliberato nuovamente di dare mandato ai legali che si stanno occupando della vicenda per conto dei comuni siciliani ricorrenti, di proporre appello al Consiglio di Stato.