“Ormai siamo all’avanguardia per particolari interventi chirurgici. Una situazione ottimale che dovrebbe porre un notevolissimo freno ai viaggi della speranza verso strutture ospedaliere del Nord Italia. Mi riferisco ad interventi, per via laparoscopica in 3D, di: ernia iatale ed acalasia esofagea, tiroide miniinvasiva, chirurgia oncologica della mammella”.
A parlare è il professore Gaspare Gulotta, originario di Santa Margherita di Belice, attuale direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale e d’Urgenza del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, intervenuto a Poggioreale per illustrare lo “stato di salute” della struttura palermitana verso la quale approdano tanti cittadini-utenti del territorio della Valle del Belice del trapanese.
”Rilevanti livelli abbiamo raggiunto - aggiunge il professore Gulotta - anche per la chirurgia dell’asportazione del colon per via larascopica e per la chirurgia del pancreas, Siamo all’avanguardia mondiale, anche alla luce delle scoperte scientifiche, sui tumori del colon retto”.
Ultimo risultato ottenuto recentemente (evento eccezionale in Italia): la ricostruzione dell’esofago a un giovane ventitreenne, originario del Bangladesh, che stava lentamente morendo per avere ingerito una sostanza caustica per errore. Intervento complesso e difficile durato ben sette ore. Il professore Gulotta ha voluto poi rimarcare la politica di prevenzione sui soggetti a rischio di tumori alla mammella, messa in atto dalla sua Unità Operativa di Chirurgia .
”In pratica noi sottoponiamo - precisa Gulotta - le donne a rischio che hanno familiarità con i tumori alla mammella, ai test BCRA1 e BCRA2. Se gli stessi risultano positivi procediamo all’asportazione della mammella, tutto per via sottocutanea lasciando solo la pelle e il capezzolo. Un intervento di mastectomia bilaterale, con l’ausilio della chirurgia plastica, simile a quello subito, nel 2013, dall’attrice Angelina Jolie”. E negli ultimi anni, con il drammatico fenomeno degli sbarchi degli immigrati, il Dipartimento del Policlinico Giaccone si è posto come una “capitale chirurgica” per tutti i profughi provenienti dai paesi del Mediterraneo.
“A livello di equipè medica abbiamo ormai completato-conclude il professore Gulotta-tutti i reparti e ci presentiamo come una grande squadra. Mi riferisco in particolar modo: alla nuova cardiochirurgia, diretta dal dottore Vincenzo Argano che ha duplicato con successo il numero degli interventi, alle presenze dei dottori Calogero Porrello, chirurgo toracico e Alcheide Simonato uno dei più grandi urologi italiani”.
Nella foto da sinistra il professore Gaspare Gulotta e Molvi.