Anche per il 2012 arriva la relazione del TdM - Cittadinanza Attiva di Sciacca, sullo stato della sanità e sulle efficienze e criticità che persistono da tempo.
Sette pagine in cui emergono numerosi disservizi rispetto alle note positive che riguardano solamente la riattivazione della foresteria, l’incremento del personale sanitario e di supporto e una migliore sorveglianza (anche se non concordiamo) della struttura ospedaliera.
Il TdM se da un lato parla di obbiettivi raggiunti, al contempo mette in evidenza una politica sanitaria di tipo Agrigentocentrica e il conseguente depotenziamento della struttura.
La dismissione dei posti letto in Nefrologia a Sciacca per attivarli invece ad Agrigento, un fatto questo che non è comprensibile considerato il servizio di alta professionalità svolto dal reparto che ha una lunga storia e che è stato un punto di riferimento per il territorio. La tematica oggi registra anche l’intervento del consigliere comunale e rappresentante sindacale David Emmi che chiede un incontro tra il sindaco e la Direzione Strategica dell’A.S.P. di Agrigento.
Una sorte quella della nefrologia che fa seguito a quella di altre Unità Operative già chiuse e trasferite altrove.
La mancata attuazione della terapia del dolore contro esami diagnostici invasivi che spingono tanti cittadini ad optare per altri ospedali o centri privati dove la terapia viene eseguita da protocollo sanitario.
Il TdM lamenta anche la trascuratezza degli ambienti che presentano pavimenti sconnessi in quasi tutti i reparti e corridoi, la mancanza di biancheria ma anche di carta igienica sapone ed altri accessori nelle stanze. Uno standard di qualità che molto spesso viene pregiudicato dalla scarsa disponibilità di alcuni addetti.
Per quanto riguarda il servizio di mensa che viene definito di ottima qualità, non consente però la scelta del menù, come avviene in altre strutture anche del nord da parte del paziente, che molto spesso non consuma il cibo perché non gradito.
Il movimento a tutela del malato non fa a meno di mettere in evidenza la grave perdita professionale nel reparto di oncologia con la “fuga” a Palermo del dottore Franco Verderame. Molte cose sono ancora da fare anche per quanto riguarda i servizi territoriali nonostante l’attivazione di alcuni ambulatori, del pronto soccorso pediatrico, del punto di primo intervento o del centro diurno per malati di Alzhaimer. Mentre è carente il servizio di prenotazione (CUP) che non informa l’utente sui servizi erogati e convenzionati con l’ASP, oltre al sito internet dell’ente che è in elaborazione da tempo e non fornisce notizie utili.
Oggi intanto l’assessore regionale alla Sanità del governo Crocetta, Lucia Borsellino non si è presentata a Sciacca perchè occupata in altri impegni istituzionali. Era attesa da giorni in occasione dell’inaugurazione all’ospedale Giovanni Paolo II del nuovo centro di stoccaggio e dei laboratori, alla banca del cordone ombelicale pronta a ripartire dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex direttore e alcune figure professionali. Ad aspettare l'assessore regionale anche il sindaco di Ribera Carmelo Pace e alcuni della sua amministrazione per denunciare la situazione dell'ospedale F.lli Parlapiano con le criticità del reparto di cardiologia e per manifestare la preoccupazione della città sullo stato di precarietà ed incertezza della struttura ospedaliera riberese. Attese che sono state vane e che non hanno avuto un interlocutore. Mentre dalla dirigenza dell'ASP di Agrigento i problemi denunciati sia dal TDM che dagli stessi operatori sanitari per mezzo della stampa non hanno motivo di esistere perchè tutto, per il dott. Messina va bene. Per il manager, sono piccoli disservizi superabili, così come sono fesserie le denunce che riguardano la mancanza di personale nel reparto di cardiologia, i posti letto meno in nefrologia che sono invece il frutto di una politica di suddivisione dei reparti e il pensiero di una politica sanitaria che in molti denunciano agrigentocentrica. Insomma fino adesso chi ha denunciato si è inventato tutto ed è lontano il rischio di declassamento della struttura.