Un saccense viene colto da un grave attacco cardiaco e immediatamente trasferito con elisoccorso a Palermo. Ebbene si pur avendo a Sciacca il reparto di emodinamica, succede questo. Entrambe le sale sono chiuse e non c’è personale sufficiente per intervenire. Il direttore dell’ala sanitaria a quanto pare ha il contratto scaduto da sabato scorso e non gli è stato rinnovato. Dunque decisione drastica quella di chiudere temporaneamente il reparto in attesa di soluzioni che provengano dalla direzione agrigentina.
Dopo i disservizi del pronto soccorso, la carenza di personale denunciata da tutti i reparti, gli atavici problemi e fastidi con le zanzare, la mancanza di sorveglianza diurna e notturna, non in ultimo la fuga a Palermo (seppur per ragioni professionali) del dott. Francesco Verderame direttore del reparto di oncologia di Sciacca, ora anche in tilt il reparto di emodinamica. Un settore che negli anni è stato di vitale importanza per il territorio, che proprio per questo era stato creato il reparto ad hoc, sotto la direzione del dott. Saccone.
Sull’accaduto si registra l’intervento del consigliere del PdL David Emmi che conferma la gestione agrigentocentrica dell’ASP. Il decentramento di reparti di un certo interesse per un declassamento della struttura sanitaria saccense. Ma anche la presa di posizione del consigliere Giuseppe Ambrogio che invita l’amministrazione sanitaria a ripristinare fin da subito i servizi all’ospedale.
Dall’ospedale arriva puntuale la precisazione: il reparto di emodinamica dell'ospedale Giovanni Paolo II è funzionante sei ore la mattina, l'attività è stata ridotta, ma non c'è chiusura. Lo afferma oggi il direttore sanitario Gaetano Migliazzo. In reparto ci sono quattro medici di cui uno assente per scadenza del contratto, l’altro in ferie per matrimonio. Pertanto con due soli medici, compreso il responsabile, Giovanni Saccone, l'emodinamica non può funzionare 24 su 24, com'è avvenuto fino ad oggi. Ora si spera di potere guadagnare qualche altra ora con il rinnovo del contratto di uno dei due sanitari, in attesa del rientro del quarto per potere riprendere l'attività a pieno ritmo.