Nella “cabina di regia” regionale che pianificava finanziamenti, gestione e manutenzione degli impianti sportivi siciliani numerosi deceduti e posti mai ricoperti. Ieri all'Ars si è svolto il primo tavolo tecnico col governo, il Coni e il Cip e quello che è venuto fuori è disarmante. “In Sicilia lo sport praticamente lo decidevano i morti, ecco perché la situazione di oggi è veramente disastrosa e siamo all’anno zero.
Un comitato fantasma doveva provvedere a redigere anche il piano quinquennale dello sport, che, infatti, non vede la luce da ventidue anni.”
Fotografa così lo stato degli impianti sportivi isolani, Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente dell'Ars con delega allo sport.
Dal tavolo tecnico a cui hanno partecipato tra gli altri Alessandro Rais e Lucia Di Fatta, rispettivamente dirigente generale e capo di gabinetto dell'assessorato regionale al Turismo e Sport, il presidente regionale del Coni, Giovanni Caramazza, il presidente del comitato regionale paralimpico, Roberta Cascio e quello regionale del Cusi, Michele Bevilacqua, è venuto fuori un nuovo modo di fare impiantistica. Tre gli step: la mappatura degli impianti, la redazione del piano 2014-2020 e la predisposizione di un disegno di legge. Il governo si è impegnato a collaborare in due modi, nella modifica della legge 8 del '78 che disciplina lo sport in Sicilia e nello stanziamento di circa 4 milioni di euro nel bilancio regionale.