Dalla piramide alimentare al piatto sano, Consigli su cibi e bevande da evitare

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Una delle ultime innovazioni in campo nutrizionale proviene dalla Harvard School of Public Health; non più la tradizionale piramide alimentare come concetto grafico di alimentazione salutare, ma un piatto circolare suddiviso in spicchi di dimensioni diverse a seconda del tipo di alimento che si prende in considerazione. 

Tutto questo per cercare di rendere ancora più semplice e fruibile il concetto di “sana ed equilibrata alimentazione”, che purtroppo ancora oggi non è seguito in maniera corretta.  Pochi e semplici i principi introdotti dal “Piatto Sano”:  Ampio spazio a verdure ed ortaggi: rappresenta lo spicchio di dimensioni maggiori del Piatto Sano; meglio se variegate e se assunte seguendo la stagionalità delle stesse. 

La frutta insieme alla verdura costituisce una delle due metà del Piatto Sano: anche per la frutta è bene seguire la stagionalità, variando il più possibile l’assunzione nell’arco della giornata. OCCHIO AI COLORI! 

Il terzo spicchio del Piatto Sano è rappresentato dai cereali: l’università di Harvard consiglia cereali di tipo integrale perché assicurano un buon apporto di fibre e sono a basso indice glicemico rispetto ai cereali raffinati. 

L’ultimo spicchio è occupato dalle proteine definite “salutari”: ampio spazio a pesce, carni bianchi e legumi; sono da limitare, invece, le carni trasformate e gli insaccati. Per la carne rossa ci sono limitazioni nell’assunzione a poche volte nell’arco di un mese; si alle proteine dell’uovo da assumere per un massimo di 3-4 volte a settimana.  Come condimenti preferire soprattutto oli vegetali, per noi italiani soprattutto l’olio extravergine di oliva. Da limitare burro e grassi animali. 

Evitare le bibite gassate e zuccherine e prediligere the e caffè senza aggiunta di edulcoranti.  Fin qui molti concetti riconducono ai consigli della nostra piramide alimentare; una delle innovazioni introdotte dal Piatto Sano di Harvard è quella riguardante il consumo di acqua: secondo gli studiosi dell’Università americana bisognerebbe bere al bisogno, secondo il proprio stimolo della sete (non più i classici 2 litri di acqua al giorno). Il consumo di verdure ed ortaggi in associazione al consumo di acqua e bevande come the e caffè basterebbe ad assicurare la corretta idratazione dell’organismo. 

Un’altra novità si ha per il consumo di latte e derivati: da limitare a 1-2 porzioni al giorno. Un consumo eccessivo sarebbe associato a diverse problematiche, tra cui ad esempio l’insorgenza dell’acne. Ciò che non cambia nel Piatto Sano è il concetto di associazione tra alimentazione sana ed attività fisica: bisogna promuovere stili di vita ATTIVI fondamentali per la prevenzione di diverse patologie. 

Dott.ssa Graziella Palermo 

nutrizionistagraziella@gmail.com

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