È scattato il blocco immediato della raccolta delle olive e della molitura nei territori del Belìce, dei Sicani e dell'Agrigentino. A proclamare lo stato di agitazione sono stati i produttori agricoli riuniti a Caltabellotta, provenienti anche dai comuni di Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Calamonaci, Cianciana, Ribera, Sciacca e Alessandria della Rocca, che hanno costituito il "Comitato Permanente Intercomunale a salvaguardia dell’Olio Extravergine d'Oliva DOP Val di Mazara e a tutela della dignità del lavoro agricolo del territorio".
La protesta nasce dalle recenti quotazioni di mercato che rischiano di non coprire i costi vivi di coltivazione. L'assemblea ha fissato in almeno 8 euro al litro il prezzo minimo di vendita, sollecitando l'intervento del Prefetto di Agrigento per un tavolo di filiera senza le organizzazioni di categoria, dalle quali gli agricoltori dichiarano di non sentirsi più rappresentati.
Parallelamente, si muove il fronte istituzionale. Al palazzo municipale di Sciacca gli amministratori di Sciacca, Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Menfi, Montevago, Partanna, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita di Belìce hanno sottoscritto un documento indirizzato al Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e all'assessore regionale Luca Sammartino, segnalando un serio «problema di sopravvivenza economica delle aziende». Secondo i dati illustrati nel documento, «le rilevazioni ISMEA del settembre del 2026 indicano, infatti, per l’olio extravergine di oliva quotazioni alla produzione pari a 6,70 euro/kg nelle piazze di Palermo e Trapani, mentre nello stesso periodo del 2025 le quotazioni siciliane erano prossime ai 10 euro/kg. A questa consistente contrazione dei ricavi non corrisponde una proporzionale diminuzione dei costi sostenuti dalle aziende».
La vertenza è approdata anche sul piano parlamentare con un'interrogazione presentata all'Assemblea Regionale Siciliana dal capogruppo della DC, Carmelo Pace: «Con questa interrogazione chiediamo, essenzialmente, tre tipi di interventi a sostegno di un settore di eccellenza: incentivi economici immediati al settore con iniziative a supporto della commercializzazione; l’aumento dei controlli antifrode, per tutelare l’integrità del nostro prodotto e proteggerlo da fenomeni di concorrenza sleale legata anche all’origine e la tracciabilità del prodotto straniero; una campagna informativa promozionale regionale a supporto delle qualità, e dei benefici, dell’olio extravergine d’oliva all’interno della dieta alimentare».
Sulla stessa linea il sindaco di Bivona e consigliere provinciale Milko Cinà, che ha chiesto l'attivazione di un tavolo di crisi e una moratoria su mutui e imposte, evidenziando il rischio abbandono per gli oliveti secolari. Sostegno alla filiera è stato espresso anche dalla deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo: «Un’eccellenza come il nostro olio extravergine di oliva non può essere svenduta né messa sullo stesso piano dell’olio d’importazione. Con prezzi crollati a circa 6,70 euro al chilo e costi di produzione sempre più alti, raccogliere rischia di non convenire più: è un’emergenza che riguarda il lavoro, le famiglie e il futuro delle nostre campagne».