In occasione del 58° anniversario, alla presenza delle autorità civili, militari, religiose, scolastiche e degli alunni delle scuole medie superiori, la comunità di Menfi si è riunita in Chiesa Madre nel ricordo e nella preghiera, con una messa celebrata da Padre Arciprete Don Alessandro Di Fede Santangelo.
Il Sindaco di Menfi Vito Clemente nel corso del suo discorso finale ha evidenziato che “il terremoto non ha colpito solo muri e strade. Ha colpito cuori e identità. Ma non ha cancellato la nostra dignità. Al contrario, ha messo in luce una forza collettiva straordinaria. È da quella tragedia che è nata una comunità più consapevole, che ha imparato a guardare avanti con resilienza, con determinazione, con speranza”.
E ha ricordato soprattutto ai giovani, che “oggi, a 58 anni di distanza, il nostro dovere è duplice: custodire la memoria e rinnovare l’impegno. Custodire la memoria significa non dimenticare. Non dimenticare i volti, le storie, i sacrifici. Non dimenticare le ferite, anche quelle che il tempo non ha ancora del tutto rimarginato. Perché il ricordo è la base dell’identità di un popolo. Quelle sono le nostre radici. E senza memoria e senza radici, non c’è futuro, c’è solo smarrimento. Ma rinnovare l’impegno è altrettanto fondamentale”
E a tal fine ha rivolto un pensiero ai ragazzi e alle ragazze delle scuole: “A voi, giovani generazioni, affidiamo il compito più importante: custodire e tramandare la memoria. Perché il futuro di un territorio non si costruisce solo con le opere pubbliche o con i programmi politici, ma si costruisce soprattutto con la coscienza e la consapevolezza di chi lo abita. Studiare il passato, ascoltare le storie dei nonni, osservare ciò che ci circonda con occhi critici e curiosi: questo è il primo passo per diventare cittadini attivi, responsabili e capaci di amare davvero la propria terra. Non dimenticate mai che il Belìce è sopravvissuto grazie alla forza della sua gente. E oggi, quella forza siete voi. Abbiate cura di questa storia, portatela con voi e fatela vivere ogni giorno, attraverso i vostri gesti, le vostre scelte e i vostri sogni”
Il Sindaco ha concluso con una riflessione: “commemorare non è solo un atto simbolico. È un gesto di responsabilità. È un modo per dire che quella notte del 1968 non è stata dimenticata. Che il dolore di allora ha generato consapevolezza. E che ogni anno, in questo giorno, ci ritroviamo per dire insieme: nonostante tutto, noi siamo ancora qui. Più forti, più uniti, più determinati”
Alla fine della celebrazione, guidati dal Prof. Paolo Oreto, i ragazzi delle scuole hanno avuto l’opportunità di visitare la Chiesa Madre, approfondendone la sua storia , il valore artistico e spirituale in un momento di condivisione, di didattica e di crescita culturale.