In questi giorni in cui sale l’ansia per le notizie sul 21 dicembre, data che secondo molti segna la fine del mondo, un presunto meteorite precipita a Palermo, nel quartiere Brancaccio. Ad accorgersi del masso una bambina che dal balcone di casa ha visto qualcosa cadere in un campo vicino. Seguita la traettoria, si reca l’indomani sul posto per farlo vedere ai genitori che decidono di avvolgerlo in un foglio di giornale dal quale però si sprigiona del fumo; preoccupati i genitori chiamano la polizia e gli agenti che si sono rivolti ai vigili del fuoco i quali, controllato immediatamente la radioattività dell'oggetto che fortunatamente risultata negativa, trasferiscono il masso agli esperti dell' Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia.
Secondo Aldo Gagliano, direttore di tvspace.it, si tratta di un meteorite di "risulta" proveniente dal recente passaggio dell'asteroide Toutatis, che viste le dimensioni (una quindicina di centimetri), è riuscita a superare l'atmosfera terrestre senza incendiarsi o subire ulteriori frammentazioni.
Aldo Gagliano, sia a belicenews.it ma ad altre testate giornalistiche che hanno chiesto cosa è successo, ha scritto: “La notizia secondo gli studiosi di per se, non è poi così clamorosa. Il nostro pianeta è costantemente "bombardato" da minuscole particelle di polvere meteoritica proveniente dallo spazio. Ogni anno cadono sul nostro pianeta circa 40.000 tonnellate di piccoli asteroidi e comete; in genere sono particelle di dimensione inferiore al millimetro, che addirittura le respiriamo e le ingeriamo con il cibo; ma queste sono molto difficili da rintracciare. In media, una volta all’anno un “bolide” dalle dimensioni superiori ai venti centimetri e inferiori al metro, entra nella nostra atmosfera lasciando una mirabolante scia infuocata; ogni duemila anni, più o meno, un “masso” dalle dimensioni di un campo di calcio ci fa visita, causando notevoli danni locali. Poi, se vogliamo, ogni centomila anni una bella pietra dalle dimensioni di un chilometro (o giù di li) non disdegna di venirci a trovare, con risultati a dir poco catastrofici per una regione e zone limitrofe. Per quel che ne sappiamo, infine, ogni qualche milione di anni – non posso ovviamente essere più preciso – un bel (si fa per dire), oggetto di qualche chilometro viene a sconvolgere il nostro pianeta (tanto per restare in tema, si pensi alla causa della scomparsa dei dinosauri), causando danni a livello globale che si ripercuotono sulla natura stessa e nel tempo. Quindi, perché stupirsi?
Non sono solo questi oggetti che vengono incontro alla Terra, continua il giornalista scientifico, ma anche il nostro pianeta si comporta come un’astronave in viaggio: noi tutti insieme al nostro pianeta, viaggiamo a poco meno di 800 mila km orari, ed insieme alla nostra Galassia c’è ne andiamo a spasso per il Cosmo a circa 3.600.000 km orari. Non per nulla siamo in rotta di collisione con un’altra Galassia, Andromeda, distante circa 2.400.000 anni luce (tranquilli, lo scontro avverrà tra circa 3 miliardi di anni).”
Quindi, prima che i soliti catastrofisti di fine del mondo si precipitano a parlare di segno in anteprima del tanto citato "21 dicembre", Gagliano gioca d'anticipo sottolineando ancora una volta, la quasi normalità dell'evento.
La vera novità sarebbe stata se i "cacciatori" di meteoriti avessero potuto impossessarsi dell'oggetto (fermo restando che si tratti di meteorite); infatti intorno a queste pietre, c'è un vero e proprio business con tanto di mercato tra venditori e appassionati acquirenti. Un frammento di meteorite di pochi centimetri, secondo l'età e la composizione, può costare al compratore tra i 30 e i 100 euro, ed in alcuni casi anche di più. Non mi stupirei più di tanto se una "pietra" del genere, magari in considerazione dell'accertata provenienza dall'asteroide Toutatis, assumesse proporzioni in termini di valore rilevanti, magari di decine di migliaia di euro.